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CONCLAVE 2013/ Il voto di oggi alla prova dell’"effetto Ratzinger"

Pubblicazione:mercoledì 13 marzo 2013

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Anche l’inglese Guardian punta l’attenzione su Cl mischiando politica, giustizia e conclave in un articolo sotto il titolo «Raid antimafia nella diocesi del front-runner». I giornali sottolineano i legami tra Scola e Roberto Formigoni, amici da quand’erano ragazzi. Don Davide Milani, portavoce dell’arcivescovo di Milano, non ha rilasciato commenti ma ha rinviato a quanto il cardinale aveva dichiarato l’anno scorso: che cioè l’attenzione mediatica sulla sua amicizia con Formigoni è un tentativo di attribuirgli «due peccati originali», e che la carriera dell’ex governatore lombardo si è dipanata senza che l’arcivescovo ne fosse coinvolto.

Il voto di ieri è stato una sorta di «primarie» per individuare due candidature (verosimilmente Scola e il brasiliano Odilo Pedro Scherer) e successivamente verificare la loro tenuta. Se si arrivasse a un blocco sarà il momento degli outsider, come capitò nell’elezione di Karol Wojtyla. Per l’inatteso arcivescovo di Cracovia ci vollero otto scrutini per superare l’impasse determinata dal testa a testa tra gli italiani Siri e Benelli.

In tutto ciò, non bisogna dimenticare quanto ha ricordato ai cardinali elettori il predicatore Prosper Grech, porporato ultraottantenne. Cioè che essi devono agire per il bene della Chiesa «solum Deum prae oculis habentes», avendo davanti agli occhi soltanto Dio. Cordate, accordi, «ticket» con il segretario di Stato, dovrebbero dunque restare fuori dalla Cappella Sistina.



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