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CONCLAVE 2013/ Il voto di oggi alla prova dell’"effetto Ratzinger"

Pubblicazione:mercoledì 13 marzo 2013

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Prima fumata nera al conclave. Era attesa, prevista perfino dal portavoce della Sala stampa vaticana. Padre Lombardi ha anche detto che sarà un’elezione breve. Joseph Ratzinger fu eletto in un conclave «lampo»: appena quattro scrutini. Oggi sapremo se il miracolo si ripeterà oppure se i tempi saranno più lunghi. È lo scenario più probabile, a lume di senso comune. Ma in un’elezione di questo tipo il buon senso non basta a spiegare ciò che succede. E dire «conclave breve» non significa che i giochi sono già fatti, anzi.

Il candidato partito in testa è Angelo Scola. Italiano, autorevole, allievo di Benedetto XVI, gode di maggiori consensi fuori Italia che in patria, anche grazie alla vasta rete di rapporti stesa quand’era patriarca di Venezia attraverso la rivista «Oasis». I vaticanisti gli attribuiscono dai 30 ai 40 voti di partenza. Otto anni fa Ratzinger ne raccolse 47 al primo scrutinio. Nelle votazioni di questa mattina si verificherà se la sua candidatura cresce a buon ritmo, il che viene sempre interpretato come un inequivoco segnale dall’alto (così accadde a Ratzinger), oppure no. Bastano 2 o 3 scrutini per capire se il candidato partito bene ha speranze di raggiungere il quorum oppure no.

Scola è una personalità apprezzata, tuttavia negli ultimi giorni un certo numero di porporati ha fatto circolare una serie di perplessità. L’età, innanzitutto: 71 anni compiuti. Molti preferirebbero un Papa più vicino ai 65 che ai 70. Alcuni trovano ancora ostico il suo linguaggio; tuttavia la predica di domenica nella basilica romana dei Santi Apostoli era semplice e affascinante. Nelle congregazioni c’è chi non ha apprezzato il fatto che l’intervento dell’arcivescovo di Milano abbia «sforato», sia pure di poco, il limite imposto dal decano Angelo Sodano.

Ieri poi, due giornali come il Wall Street Journal e il Guardian hanno sollevato un ulteriore problema, finora rimasto sottotraccia: il legame del cardinale Scola con Comunione e liberazione. Il Wsj, in particolare, ha pubblicato un lungo reportage firmato da Stacy Meichtry e Alessandra Galloni riportando i pareri di alcuni cardinali elettori anonimi. Uno ha detto che avrebbe «sollevato il caso Cl» con i colleghi in quanto «l’arcivescovo di Milano è troppo legato alla politica». Alcuni hanno dato giudizi lusinghieri sul movimento «per aver infuso nuova vita tra i fedeli in Europa»; altri storcono il naso per i legami con la politica. Legami che sarebbero costati a Scola l’erosione di un certo consenso soprattutto tra i porporati italiani e curiali.


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