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ELEZIONE PAPA 2013/ Ingrao: questo non è un conclave frammentato, ecco perchè

Pubblicazione:mercoledì 13 marzo 2013

La fumata nera La fumata nera

Dopo la lunga fumata nera di ieri sera, giunta al termine della prima operazione di voto, è iniziata oggi la seconda giornata del Conclave per l'elezione del nuovo Pontefice. I 115 cardinali elettori, dopo essersi trasferiti alla Cappella Paolina dove è stata celebrata la messa, alle 9.30 sono tornati nella Cappella Sistina per la preghiera dell'Ora media e per procedere alla prima delle due votazioni previste in mattinata. In caso di elezione del Papa (considerata comunque improbabile), già intorno alle 10.30 potrebbe esserci la fumata bianca dal comignolo posto per l’occasione sul tetto esterno della Sistina. In attesa di vedere cosa accadrà, abbiamo commentato la giornata di ieri con Ignazio Ingrao, vaticanista di Panorama.

La fumata nera era davvero così scontata?

Assolutamente sì. La prima votazione è sostanzialmente interlocutoria e molti cardinali, oltre a indicare coloro che ritengono più probabili, assegnano anche molti voti di stima. La consultazione iniziale può essere considerata dunque “conoscitiva” e, da quello che abbiamo potuto apprendere dai dibattiti avvenuti nei giorni precedenti al Conclave, la situazione è ancora piuttosto incerta.

La prima votazione avrà comunque fatto una certa chiarezza, non crede?

Questo è certo. L'obiettivo delle prime consultazioni è proprio quello di delineare con più chiarezza i nomi di coloro che effettivamente possono ambire a diventare il nuovo Papa. I candidati considerati più probabili avranno già ricevuto i maggiori consensi che, di conseguenza, potranno trascinare anche gli altri nelle prossime votazioni. Immagino dunque che si siano già definite le due candidature principali, a mio giudizio quelle di Angelo Scola e del brasiliano Odilo Pedro Scherer.

Come giudica però l'incertezza che abbiamo visto fino alla chiusura delle porte della Sistina?

Sono molte le personalità presenti nel collegio cardinalizio che possono essere prese in considerazione, anche se al momento non ce n’è alcuna capace di emergere più delle altre, come accadde invece con Joseph Ratzinger otto anni fa. Nonostante questo, osservando la situazione da un altro punto di vista, si può apprezzare il fatto che il collegio offra così tante individualità, storie personali e provenienze diverse, dall’Europa all’America, che ovviamente garantiscono una varietà certamente interessante di candidati.

Non crede quindi si tratti di un Conclave piuttosto frammentato?


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