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BERGOGLIO/ Il vescovo Santoro: il mio incontro con Papa Francesco

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Papa Francesco I  Papa Francesco I

Quando le circostanze lo richiedono sa essere una persona molto ferma. Come arcivescovo di Buenos Aires, un momento molto forte è stato quando ha chiesto perdono per le colpe commesse dai membri della Chiesa e della gerarchia nella tacita partecipazione alla dittatura militare. Ha avuto inoltre vari scontri con il governo Kirchner. E’ quindi una persona solida, evangelica ma non fragile.

 

Si aspettava questo risultato dal Conclave?

Lo Spirito Santo ci ha sorpresi tutti, è l’uomo che in questo momento lo Spirito vuole che conduca la Chiesa riportandola all’essenziale. Ho trovato molto importante da parte di Bergoglio la sua domanda di preghiera del popolo perché il Signore benedica il Papa, e il fatto che subito dopo abbia benedetto il popolo.

 

La prima impressione è quella di un Papa comunicatore, alla Wojtyla. E’ davvero così?

Certo, l’immagine è proprio quella di una personalità fuori dagli schemi. Non è assolutamente un curiale, non è affatto un politico né tantomeno un teologo della liberazione. Al contrario è uno che è vicino al popolo, che sa comunicare, che sente la bellezza, l’intensità e la semplicità della fede, e a partire da questo è vicino ai più poveri e alle persone semplici. E’ uno che sta in mezzo alla gente e dà anche segni di dialogo e presenza attraverso la sua testimonianza.

 

Com’è il rapporto di Bergoglio con i movimenti ecclesiali?

E’ un rapporto di grande stima, di grande affezione e di accoglienza senza limiti. Personalmente ho presente il rapporto con Comunione e liberazione, ma anche con altri movimenti. Ho letto un suo libro dal titolo “Le ragioni della speranza”, che rivela una conoscenza profonda di don Luigi Giussani, un punto di riferimento nella sua riflessione che si inserisce in una sintonia con l’esperienza della fede e soprattutto con il desiderio di una nuova evangelizzazione a partire dal cuore del cristianesimo.

 

E’ il primo Papa americano. Qual è il significato di questo fatto?

E’ proprio il momento in cui si può dire alla lettera che “non c’è né giudeo né greco, né schiavo né libero”. E’ proprio il tempo in cui le barriere delle nazioni sono scomparse e superate. Per l’America Latina è una grazia straordinaria, perché è un Papa che conosce dall’interno l’esperienza e la situazione di questa realtà. D’altra parte nell’America Latina si trova il 40% dei cattolici di tutto il mondo. Si tratta di un continente che vive un fermento legato alle sfide della nuova evangelizzazione, della povertà e della giustizia. Quello di Bergoglio un cuore latino-americano ardente, con una radice italiana e una spiritualità ispirata a Sant’Ignazio, ma uno stile francescano che in terra sudamericana ha segnato la grande missione evangelizzatrice degli inizi.

 

(Pietro Vernizzi)



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