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PAPA BERGOGLIO/ La Cei sbaglia il testo e fa gli auguri ad Angelo Scola

Pubblicazione:giovedì 14 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:giovedì 14 marzo 2013, 18.00

Angelo Scola (Foto: Infophoto) Angelo Scola (Foto: Infophoto)

Una topica imbarazzante. Angelo Scola eletto al soglio pontificio? Fino all'annuncio dell'Habemus Papam per bocca del cardinale protodiacono Jean Luis Tauran, quasi tutti erano pronti a scommetterci. ll cardinale di Milano era dato per favorito, o comunque era considerato uno dei principali papabili dagli organi idi informazione in tutto il mondo: e i vaticanisti avevano ampiamente legittimato questa aspettativa, annoverandolo nel gruppo dei "riformatori" opposto a quello della Curia. Ma che anche la Conferenza episcopale italiana avesse predisposto il comunicato con il nome di Angelo Scola quale successore di Pietro, e che soprattutto l'errore sia rimasto anche dopo l'elezione al Soglio di Jorge Mario Bergoglio, fa sorridere, ma suscita anche una impercettibile punta di amarezza.
«Sono a esprimere la gioia e la riconoscenza dell'episcopato e, quindi, dell'intera Chiesa italiana per l'elezione del Cardinale Giorgio Mario Bergoglio a Successore di Pietro». Lo scrive monsignor Mariano Crociata nel testo della nota diffusa dalla Cei. Ma la gaffe viene prima, in bella evidenza nel testo della mail, dove la Conferenza Episcopale Italiana saluta «la notizia dell'elezione del Cardinal Angelo Scola a Successore di Pietro». Non ci voleva.
Non si stenta a credere che la profonda emozione e l'attesa febbrile abbiano giocato un brutto scherzo anche in quegli uffici, avvezzi a fare comunicazioni in cui ogni parola viene misurata, soppesata, in cui ogni frase viene studiata nei minimi dettagli. La Conferenza dei vescovi non è l'ufficio stampa di un partito politico in uno Stato le cui istituzioni soffrono, fluttuanti in uno stato di incertezza che non lascia intravedere via d'uscita; no, vale anche per la Conferenza dei vescovi quanto ricordava Benedetto XVI, e che monsignor Mariano Crociata puntualmente ricorda nel comunicato. Che la Chiesa "non è un'istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà vivente che vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi"; eppure che nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo. Così Benedetto XVI. Peccato dunque per quell'errore, quella svista, quel brutto scherzo del taglia e incolla. Che sa di previsione, di calcolo fatto anzitempo. Di giornali, di totopapa, di schemi, di probabilità. Quasi a dire: come potrebbe lo Spirito aver deciso diversamente? Chi potrebbe mai essere, infatti, il nuovo Papa?
No, nemmeno questa volta, come avvenne con Joseph Ratzinger, lo Spirito si è lasciato fare i conti in tasca. E sotto gli affreschi di Michelangelo ha orientato la scelta dei "signori cardinali" come se, effettivamente, questa dovesse essere presa al cospetto del Giudizio. E così è stato.



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