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PAPA BERGOGLIO/ La fantasia dello Spirito

"Ieri sera ho avuto il privilegio di trovarmi in piazza s. Pietro, tra decine di migliaia di fedeli, ad accogliere l'annuncio del nuovo papa Francesco. Ecco cosa ho vissuto" MAURO MAGATTI

Jorge Mario Bergoglio è papa Francesco (InfoPhoto) Jorge Mario Bergoglio è papa Francesco (InfoPhoto)

Ieri sera, ho avuto il privilegio di trovarmi in piazza s. Pietro, in mezzo a decine di migliaia di fedeli, ad accogliere l'annuncio del nuovo papa Francesco. Appena arrivata la notizia della fumata bianca, uomini, donne, bambini, letteralmente correvano in un clima gioioso, pur sotto la pioggia, verso via della Conciliazione per partecipare, in prima persona, a un evento storico. E storico è stato.
La Chiesa universale è oggi pronta ad accogliere il primo papa non europeo. Un papa che viene "dal posto più lontano del mondo". Dopo Wojtyla e Ratzinger, la Chiesa conferma così la sua vocazione planetaria, già conclamata peraltro da un collegio cardinalizio che supera, per internazionalità, il consiglio di amministrazione di qualsiasi multinazionale!
Tante delle persone attorno a me non sapevano chi era Bergoglio. Quando hanno sentito il nome, molti chiedevano notizie. E nei minuti intercorsi tra l'habemus papam e l'arrivo di Francesco, la piazza trepidava per capire a chi doveva pensare.
Apparso alla finestra, il nuovo papa è rimasto qualche secondo immobile, in piedi, a guardare la folla. Poi ha fatto un passo in avanti e, incominciando a parlare, ha letteralmente riempito la piazza della sua spiritualità intensa. Nei pochi minuti in cui è rimasto al balcone, Bergoglio ha saputo trasmettere un senso profondo di fede.
Nella sua decisione di lasciare, Benedetto aveva chiaramente indicato la necessità di aprire una stagione nuova. Dopo aver piantato con la profondità della sua intelligenza teologica i paletti del futuro, papa Ratzinger ha accettato l'indicazione che gli è venuta dalla preghiera: dopo il poderoso sforzo di un fine intellettuale, era l'ora di una forte spiritualità, capace di evangelizzare un mondo che fa finta di non capire.
E i cardinali, spiazzando il cicaleccio insopportabile dei media, hanno ascoltato con attenzione quanto Benedetto aveva lasciato in eredità. Cercando tra di loro chi poteva meglio raccogliere il testimone.
La decisione di chiamarsi Francesco parla da sola. Come dire: la Chiesa per parlare al mondo deve farsi ancora più evangelica. Imparando dal poverello di Assisi che rimane uno dei santi più amati di tutti i tempi. Un messaggio che in piazza San Pietro - e così in tutto il mondo - è passato immediatamente, senza bisogno di null'altro.
Nella sua breve apparizione, Bergoglio ha già fatto capire che Papa sarà. Il Papa dello Spirito. Impressionante che abbia chiesto alla folla di pregare insieme a lui - un pater, ave, gloria - per Benedetto XVI. Le sue prime parole da pontefice sono così confluite nella preghiera più tradizionale, quella che Gesù ci ha insegnato. Più volte è ritornato il riferimento a Maria, come Madre protettrice. È più volte è ritornata la parola "popolo": perché Bergoglio, nella migliore tradizione sudamericana, sa che il pastore è colui che sta vicino e ama il suo popolo.