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PROCESSO ETERNIT/ Casson (Pd): un momento storico per i diritti dei lavoratori

Pubblicazione:giovedì 14 marzo 2013

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Lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis de Cartier rischiano una condanna a 20 anni di reclusione. E’ quanto ha chiesto il pm Raffaele Guariniello, nell’ambito del processo Eternit, azienda di cui entrambi gli imputati erano ai vertici nel periodo in cui le polveri emanate dall’amianto uccisero migliaia di lavoratori e migliaia di loro parenti. «Non siamo in presenza di episodi sporadici e occasionali ma di carenze strutturali derivanti da una politica aziendale generale, da scelte di fondo operate su scala mondiale», ha dichiarato Guariniello, chiedendo che a Schmidheiny e a De Cartier vengano addebitate anche le vittime degli stabilimenti di Rubiera e Bagnoli. Per i due, le accuse sono di disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. Abbiamo fatto il punto della situazione con Felice Casson, senatore del Pd che, da magistrato, si è occupato di morti bianche e del processo al Petrolchimico di Marghera.

In cosa consiste l’importanza di questo processo?

Il processo Eternit è investito di un’enorme importanza, sia sul fronte sociale che giuridico. Per quanto riguarda il primo aspetto, vengono portati alla ribalta della cronaca episodi gravissimi che hanno coinvolto moltissime persone che per decenni hanno subito un inquinamento letale. Rispetto all’aspetto giuridico, invece, va notata la particolarità delle contestazioni formulate. Per la prima volta, sia in merito a quanto avvenuto nello stabilimento di Casal Monferrato che negli altri stabilimenti, tra cui Bagnoli, si è consentito alla procura di Trino di contestare reati diversi da quello di omicidio plurimo. Una novità in diritto che in Appello e in Cassazione dovrà essere tenuta in debita considerazione. Entrambi gli aspetti, quindi, rendono il processo fondamentale per la storia dei diritti dei lavoratori.

Lei come spera che vada a finire?

Mi auguro che la sentenza in primo grado venga, per lo meno, confermata.

Come si concilia l’esigenza di giustizia con la salvaguardia del principio di innocenza fino a prova contraria?


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