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Cronaca

PAPA BERGOGLIO/ Julian Carrón: Francesco ci indica dove occorre fissare lo sguardo

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Come il poverello di Assisi, il Pontefice dichiara di non avere altra ricchezza che Cristo, e non conosce altro modo di comunicarla che la semplice testimonianza della propria vita. E subito, davanti ai fedeli, con le telecamere di tutto il mondo puntate su di sé, il Papa ha mostrato, in atto, qual è il fattore che sta all’origine della Chiesa: ha invitato la folla a raccogliersi in preghiera davanti a Dio Padre attraverso Gesù Cristo. In quel momento la Chiesa è accaduta davanti a tutti noi. Come il suo predecessore, l’impetuoso Pietro, Francesco ha confessato: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt, 16,16). Come al primo Vescovo di Roma, anche a lui Cristo consegna, davanti al suo gregge, le chiavi della Chiesa.

La fede che si manifesta nel gesto di Francesco, nella richiesta al suo popolo che chieda mendicando per lui la benedizione di Dio, è in modo commovente la stessa che abbiamo colto in Benedetto XVI allorché ricordava al mondo intero che la Chiesa è di Cristo. Lasciando i cardinali, Ratzinger ricordava, citando Guardini, che la Chiesa «non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino…, ma una realtà vivente… Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi… Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo». Ricordando l’Udienza del giorno precedente in piazza San Pietro, concludeva: questa «è stata la nostra esperienza, ieri, in Piazza: vedere che la Chiesa è un corpo vivo, animato dallo Spirito Santo e vive realmente dalla forza di Dio» (28 febbraio 2013). Anche noi possiamo dire: «Lo abbiamo visto ieri». E adesso lo diciamo con Pietro, di cui conosciamo il volto, che ci invita, come ognuno dei Papi ha fatto con il suo popolo dell’Urbe e dell’ Orbe, a incominciare un cammino insieme.

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