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FESTA DEL PAPA’/ La crisi dei padri racchiusa in uno spot

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E’ vero che è facile irridere la festa del papà, quella di San Giuseppe, osservando i troppi uomini nevrotici, fragili, in balia di desideri troppo piccoli per dare slancio alla vita e ai propri ragazzi.  Ma provate a guadare i disegni che migliaia di bimbi d’asilo ed elementari hanno preparato oggi per i loro papà. Non sono cambiati da venti, cinquant’anni fa. Magari il papà non ha più il borsalino in testa, magari non fuma la pipa. Ma è quello alto alto a fianco del resto della famiglia, quello che sorride e ti tiene per mano, quello del lavoro, che lo sai bene, è necessario non solo per tirare avanti, ma per cooperare alla costruzione del mondo. Un amico mi ha fatto notare, su una vagante bacheca digitale, un tweet che rimanda a una pubblicità. E’ la Durex, augura buona festa del papà a “tutti quelli che usano prodotti concorrenti”. Chiaro messaggio: se di essere papà non ne avete voglia, scegliete i preservativi giusti. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che è la tragedia del nostro tempo: una società di vecchi, una pletora di adulti egoisti che non considerano la procreazione e l’educazione che le vien dietro come i compiti più nobili e alti per ogni uomo o donna che sia. Qui non c'entra la liceità morale o meno dei metodi anticoncezionali, la loro maggiore o minore efficacia. Una pubblicità così, in questa giornata, svilisce la natura stessa dell’uomo, che nasce solo per se stesso, e muore sempre più solo.



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