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INCONTRI/ Giovani imprenditori a caccia di gustosi tesori nascosti

La gastronomia Bonardi, di Milano La gastronomia Bonardi, di Milano

Be', questi sono tutti incontri con gente indomita che crede nella qualità e nelle relazioni. Ma soprattutto crede nella felicità. E ieri, curiosamente, ho appreso che era la giornata della felicità, per via di un'iniziativa dell'Onu, che ha pure stilato un decalogo. Come se la felicità ce la potessimo dare da noi e, con uno schiocco di dita, improvvisamente vederla. Il decalogo, in verità, sembra unos critto del nipote astemio e inappetente di Lapalisse, dove non appare un cenno al cibo e al vino (basterebbe invece quel Gutturnio di Civardi di Ziano Piacentino che ho assaggiato lunedì sera...). In realtà la felicità è qualcosa che ha a che fare con delle corrispondenze, come una cosa buona e bella che subito ti rimanda a qualcosa di Altro (che poi è il solo che può rispondere a questa sete continua). Ne sono convinto non solo perché l'ho provato, ancora, proprio questa settimana, ma anche perché il Papa, nella magistrale omelia del giorno di San Giuseppe, ha detto una cosa carica di tenerezza: la custodia. La custodia che dobbiamo avere per ciò che ci sta intorno: amici, famigliari, cose buone e belle comprese. La sera prima, a Redecesio, alla fine della chiacchierata è intervenuto anche un parente di don Giussani, che ha voluto dirci, dopo quella bella serata di incontri e di assaggi, una frase del Gius che per fortuna mi sono appuntato, giacchè spiega tutto quello che ho visto e che ho raccontato poc'anzi: “L'essenza del tempo è festiva: per la presenza di un compagno con il quale ogni avventura è possibile”.

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