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Cronaca

PAPA/ Cottier: così il "tesoro" di Benedetto XVI aiuta il dialogo di Francesco

Benedetto XVI (InfoPhoto)Benedetto XVI (InfoPhoto)

Bisogna innanzitutto ricordare che, quando si parla di ecumenismo, si intende quell’unità che caratterizza i discepoli di Cristo, mentre il dialogo interreligioso è un’altra cosa. Sono rimasto molto colpito, per esempio, dal calore con il quale è stata ricevuta la comunità ebraica, con cui Papa Francesco aveva dei contatti abbastanza profondi già in Argentina.

 

A proposito di dialogo interreligioso, cosa può dirci del rapporto con l’islam?

Si stanno compiendo molti passi in avanti anche in questo senso, in particolare grazie al Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, eppure è evidente l'assenza di unità all'interno dell'islam stesso: la maggioranza dei musulmani non è responsabile della violenza che si compie nel nome dell’islam, un terreno molto vasto in cui la Chiesa, dove e quando possibile, tenta di creare numerose occasioni di dialogo. E' però un processo che, probabilmente, avrà bisogno di decenni o addirittura di secoli per consolidarsi.

 

Come giudica l'apporto di Benedetto XVI al dialogo interreligioso?

Benedetto XVI ha dato un grandissimo impulso. Tutto il lavoro svolto sino ad oggi non sarebbe stato possibile senza la volontà del Santo Padre, sia per la parte ortodossa che quella islamica. Fare dei progressi significa anche incontrarsi, osservarsi, perché il dialogo non può avvenire solamente a distanza, ed è proprio per questo che il processo richiederà molto tempo. Nonostante ciò, è indubbio lo straordinario contributo di Benedetto XVI.

 

A quasi 30 anni (1986, ndr) dall'incontro di Assisi voluto da Giovanni Paolo II, cosa rappresenta oggi il cosiddetto "spirito di Assisi"?

L’idea fondamentale alla base dell'incontro di Assisi è molto chiara: se esiste un sentimento religioso autentico che cerca la volontà di Dio, questo non potrà mai dividere i popoli, ma potrà solamente rappresentare un principio che porta alla pace. E' per questo motivo che Benedetto XVI volle organizzare un nuovo incontro ad Assisi, proprio per evitare che questo stesso spirito potesse scomparire, per ricordare a tutti i credenti che il culto di Dio non è compatibile con l’odio, e che è necessario portarsi alla benevolenza verso il prossimo e verso il grande bene della pace, al quale tutti aspiriamo. E’ questo lo spirito di Assisi.

 

(Claudio Perlini)

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