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STRAGE DI ERBA/ I legali di Olindo e Rosa Romano vogliono riaprire il caso

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Olindo Romano e Rosa Bazzi  Olindo Romano e Rosa Bazzi

Un sipario che non è mai calato, quello sulla cosiddetta strage di Erba. I legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi, dichiarati colpevoli dalla Cassazione e condannati all'ergastolo con isolamento diurno per tre anni ad aprile del 2010, vorrebbere riaprire il caso dopo alcune dichiarazioni di Azouz Marouk. I coniugi Romani furono condannati per aver ucciso a coltellate, l'11dicembre del 2006, la loro vicina di casa Raffaella Castagna, moglie di Marzouk, loro figlio Youssef, di appena due anni, la nonna del piccolo, Paola Galli, e la vicina di casa Valeria Cherubini, accorsa sul posto. L'unico sopravvissuto, Mario Frigerio, marito della Galli, creduto morto dagli assassini, individuò nella Bazzi e in Romano gli assalitori. Grazie alla testimonianza dell'unico sopravvissuto, agli alibi traballanti dei due, alla loro iniziale ammissione di colpevolezza – poi ritrattata – e alle numerose prove a loro sfavore, si arrivò alla condanna definitiva.
Peccato solo che, lo scorso dicembre, quello stesso Marzouk che in tribunale chiedeva la pena di morte per coloro che erano accusati di aver sterminato la sua famiglia, ma che già nel 2008 aveva sostenuto che ci fosse qualcosa di più dietro la vicenda, in diretta telefonica con “Mattino Cinque”, ritrattò tutto. “Rosa Bazzi e Olindo Romani non sono i colpevoli, sono solo dei poveretti che stanno pagando per la loro ingenuità”, ebbe a dire il tunisino. E rincarò la dose: ”Prego il Signor Frigerio di dire la verità su come sono andate realmente le cose. È necessario per tutte le persone che hanno perso i loro cari, arrivando persino a sostenere che le indagini non fossero state fatte a regola d'arte, perché – disse – ”ci sono dei colpevoli in giro e degli innocenti in galera. Sono stato obbligato a stare zitto, ma prima o poi farò uscire la verità. La procura di Como non voleva far uscire una verità amara”. Il giovane – che fu all'inizio sospettato per la strage, salvo poi verificare che si trovava all'estero – punta il dito contro la famiglia del suocero e contro Frigerio: “ha testimoniato di aver visto Olindo e Rosa massacrare 4 persone, ma all'inizio ha fatto una descrizione di una persona che non era Olindo. Solo dopo la visita del comandante Gallorini, amico di Carlo Castagna, Frigerio ha detto di aver riconosciuto Rosa e Olindo. Quando ho visto le foto di come è stato trovato morto mio figlio - ha concluso poi - l'ho visto nella posizione di un bambino che conosce il suo aggressore e non ne ha paura”. Bastarenno queste parole per convincere i giudici, pressati dagli avvocati dei Romano, a riaprire il caso, suggellato dalla sentenza definitiva della Cassazione? Perché, poi, questo cambiamento di rotta, per Marzouk, da sempre convinto della colpevolezza dei due? L'uomo è ancora una volta in cerca di pubblicità (in passato, sfruttando l'onda mediatica che lo aveva tristemente reso noto, tentò di lanciare una linea di occhiali da sole) oppure crede davvero in ciò che dice? 



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