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VATILEAKS/ Calabrò (Corriere): dopo le dimissioni di Ratzinger ha ripreso quota il volo del Corvo. Ma....

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Ho avuto modo di intervistarlo e, controllando documenti, utenze e quant’altro, posso assicurare che questo sacerdote da decenni vive in completa autonomia a Chicago, nonostante l'ictus.

C'è poi il caso IOR, Gotti Tedeschi minaccia nuove rivelazioni...

Innanzitutto credo sia molto grave che ad avanzare una sorta di “minaccia” pubblica a Papa Francesco sia proprio lui. Gotti Tedeschi sostiene in continuazione di aver subito un’ingiustizia, ma c’è un documento scritto, firmato e approvato all’unanimità dal Consiglio d’amministrazione dello Ior , compreso il rappresentante della Banca Santander di cui lo stesso Gotti è rappresentante in Italia.

Gotti si e lamentato anche di essere stato additato come uno che "passava" all’esterno documentazione riservata di cui era in possesso ...

Il giorno che si è aperto il processo a Paolo Gabriele sono stata io a rendere pubblico sul Corriere della Sera che il documento IOR AIF, finito sui giornali con annotazioni di pugno di Gotti Tedeschi, era stato trovato in copia a casa del maggiordomo. Gotti fa intendere che questo lo porrebbe al riparo da sospetti al riguardo della divulgazione (vedi l’Espresso in edicola con data 28 marzo). Quello che gli è stato contestato dal board però non è stato di aver dato lui fuori i documenti, ma di non aver saputo dare giustificazione formale del fatto che documenti in suo possesso fossero finiti sui giornali. Se Gotti aveva mandato per fax il documento IOR AIF all’Appartamento papale, perche non l’ha detto subito? Magari gli inquirenti vaticani avrebbero scoperto almeno un paio di mesi prima, cioè a marzo, che il punto finale della fuoriuscita di documenti avveniva tramite il maggiordomo. Ripeto: perche non l’ha fatto?

Lei pensa insomma che la storia di Vatileaks andrebbe riscritta?

Un lavoro giornalistico accurato aiuterebbe in questo senso. Pensi che c’è voluta un’inchiesta del periodico americano GQ, uscita all’inizio di questo mese, per mettere in evidenza che se è vero che Paolo Gabriele aveva cominciato a fotocopiare carte dal 2006, è altrettanto vero che poi sospese questa sua attività e poi riprese in coincidenza temporale con le denunce di Carlo Maria Viganò. Solo a fine 2011, quando Viganò viene ufficialmente mandato a Washington e quando gli ispettori di Moneyvall erano in Vaticano, in coincidenza con la partita finale della valutazione finanziaria, qualcuno decide di far volare il Corvo oltre le Mura, e Gabriele contatta Nuzzi. La vera storia di Vatileaks andrà quindi sicuramente riscritta. Ne vale la pena, è la storia del secolo.

 

(Claudio Perlini)



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