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BERGOGLIO & RATZINGER/ Tornielli: due pastori umili che mettono Gesù davanti a tutto

Papa Francesco (InfoPhoto) Papa Francesco (InfoPhoto)

A essere diversi tra loro per temperamento non sono Ratzinger e Bergoglio, ma tutti i Papi della storia. Basta pensare a Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e quindi Wojtyla. I Papi sono diversi per temperamento perché tutti noi lo siamo, l’uno rispetto all’altro. In secondo luogo sono tutti e due uomini molto riservati e umili, e hanno tutti e due una stessa concezione, basata sul fatto che la Chiesa non la fa il protagonismo del Papa, ma la conduce il Signore.

 

Quali altri tratti comuni li uniscono?

Entrambi hanno detto cose molto simili sul fatto che il protagonismo non spetta alla figura del Papa, bensì a Gesù. Un altro punto di continuità è l’attenzione per la salvaguardia del creato, ma ancora di più sul nucleo centrale di che cos’è la Chiesa. Entrambi inoltre hanno preso posizione contro il carrierismo, cioè contro l’eccesso di ambizione all’interno della Chiesa. Ci sono tanti punti di unità, e Francesco è in continuità assoluta con il messaggio più autentico e profondo di Benedetto XVI.

 

Da talune parti Benedetto XVI è stato visto però più come un uomo della Curia.

In realtà Ratzinger non è mai stato in continuità con un certo apparato, per una certa responsabilità anche dell’entourage, che talvolta ha rischiato di ingabbiare Benedetto XVI o di far credere che la profondità del suo magistero sulla questione della liturgia fosse una questione di pizzi, merletti e paramenti sempre più ricercati. Ratzinger non era questo e ci sono quindi più elementi di continuità tra Ratzinger e Bergoglio di quanto non sembri.

 

Difficile che un Papa tedesco e uno argentino si assomiglino dal punto di vista esteriore.

Certo, Bergoglio è un arcivescovo dell’America Latina, ha il carattere schietto e diretto che hanno gli argentini, e nella sua diocesi era abituato a determinate cose che continuerà a fare adesso. Bergoglio è anche una persona abituata a vivere una grande povertà personale. Nell’arcivescovado di Buenos Aires ha sempre occupato soltanto una stanza da letto con bagno, con una stufa elettrica perché quando non c’era il personale dell’arcivescovado non teneva il riscaldamento acceso...

 

(Pietro Vernizzi)

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