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Cronaca

MAGDI ALLAM/ La mia conversione è finita con le dimissioni di Benedetto XVI: non credo più nella Chiesa

"Non credo più nella Chiesa. La mia conversione al cattolicesimo la considero conclusa ora in concomitanza" con la fine del papato di Benedetto XVI. Queste le parole di Magdi Cristiano Allam

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“Credo nel Gesù che ho amato sin da bambino, leggendolo nei Vangeli e vivificato da autentici testimoni, religiosi e laici cristiani, attraverso le loro opere buone, ma non credo più nella Chiesa. La mia conversione al cattolicesimo, avvenuta per mano di Benedetto XVI nella notte della Veglia Pasquale il 22 marzo 2008, la considero conclusa ora in concomitanza con la fine del suo papato”. Queste le parole di Magdi Cristiano Allam (il quale assunse il nome “Cristiano” proprio il giorno del battesimo in San Pietro in Vaticano) pubblicate oggi su Il Giornale e sul sito internet di “Io Amo l’Italia”, movimento politico di cui è presidente. “La mia è una scelta estremamente sofferta - scrive ancora Allam - mentre guardo negli occhi Gesù e i tanti amici cattolici che proveranno amarezza e reagiranno con disapprovazione. C'è stata un'improvvisa accelerazione nel far maturare questa decisione di fronte alla realtà di due Papi, che per la prima volta nella Storia s'incontrano e si abbracciano, entrambi depositari di investitura divina, dal momento che il grande elettore è lo Spirito Santo che si manifesta attraverso i cardinali, entrambi successori di Pietro e vicari di Cristo anche a prescindere dalla decisione umana di dimettersi”.

Quella che Allam definisce “Papalatria” che “ha infiammato l'euforia per Francesco I e ha rapidamente archiviato Benedetto XVI”, è stata solo “la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un quadro complessivo di incertezze e dubbi sulla Chiesa”. La verità, aggiunge Magdi Cristiano Allam, “è che la Chiesa è fisiologicamente relativista. Il suo essere contemporaneamente Magistero universale e Stato secolare, ha fatto sì che la Chiesa da sempre accoglie nel suo seno un'infinità di comunità, congregazioni, ideologie, interessi materiali che si traducono nel mettere insieme tutto e il contrario di tutto”. Ciò fa sì che la Chiesa “assume posizioni ideologicamente contrarie alla Nazione come identità e civiltà da preservare, predicando di fatto il superamento delle frontiere nazionali. Come conseguenza la Chiesa è fisiologicamente buonista, mettendo sullo stesso piano, se non addirittura anteponendo, il bene altrui rispetto al bene proprio, compromettendo dalla radice il concetto di bene comune”.

Allam insiste, spiegando che a suo giudizio “la Chiesa è fisiologicamente tentata dal male, inteso come violazione della morale pubblica, dal momento che impone dei comportamenti che sono in conflitto con la natura umana, quali il celibato sacerdotale, l'astensione dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, l'indissolubilità del matrimonio, in aggiunta alla tentazione del denaro”. Però, ciò che più di ogni altro fattore ha allontanato Allam dalla Chiesa “è il relativismo religioso e in particolare la legittimazione dell'islam come vera religione, di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto”. Secondo Allam, è “una autentica follia suicida il fatto che Giovanni Paolo II si spinse fino a baciare il Corano il 14 maggio 1999, che Benedetto XVI pose la mano sul Corano pregando in direzione della Mecca all'interno della Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006”. Papa Francesco, invece, è “colpevole” secondo Allam di aver esordito esaltando i musulmani che “che adorano Dio unico, vivente e misericordioso”.


COMMENTI
25/03/2013 - La fuga da casa del piccolo Magdi (Giuseppe Crippa)

Mi spiace davvero che Magdi Allam voglia credere in Gesù senza la compagnia della Chiesa. Ma la Chiesa, da buona madre, non si stancherà mai di attendere il ritorno di questo suo figlio ancora bambino (in fondo le è nato da soli 5 anni, nel 2008)