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PARTORITO IN COMA/ Caro Francesco, il mondo è tuo, con o senza la tua mamma

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Francesco, chissà se Simona ha sentito, dalle nebbie in cui vaga, se una coscienza minima ha potuto essere attraversata dal baluginare di questa speranza: non morirai, almeno, non morirai in eterno, anche per questo bimbo che hai generato. Otto etti, sembrano pochissimi ma non lo sono per l’età gestazionale. E’ forte, Francesco, ce la farà benone, papà e sorellina lo vedranno fra un paio di mesi a casa. E la mamma? Potrà abbracciarlo, o il suo dono sarà per il mondo, per sfidare la morte? Un dono per la sua famiglia, che già fa a gara per curarsi di lui, per aiutarlo a crescere, un dono per il suo paese, dove preghiere e solidarietà si accavallano, con la stessa passione. Un dono per il mondo, per cui un bambino nel ventre materno è poca cosa, non può far sentire la sua voce, può essere gettato via come un cencio, può essere usato, programmato, come una cosa. Francesco, piccolo cuore che batte forte con quello della madre addormentata,  la vita ti ha voluto, il tuo papà e mamma, i medici ti hanno voluto. Il mondo è tuo. Con Simona accanto, o con lei in cielo, il mondo è tuo. C’è un gran santo a vegliare su di te, e un grand’uomo del cui nome onorarsi, quaggiù. Chissà che un giorno non venga a benedire la tua innocenza.

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