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MARO'/ Capuozzo: l'Italia è vittima di un complotto (indiano) per colpire Sonia Gandhi?

Sonia Gandhi (InfoPhoto) Sonia Gandhi (InfoPhoto)

Non sono uno che va a guardare le dietrologie e i sospetti, anche se ci sono sicuramente degli interessi commerciali da salvaguardare. Se proprio bisogna indagare su una dietrologia, forse sarebbe più interessante pensare ad altro: in India molti hanno parlato di un incidente cercato dall'opposizione per mettere in difficoltà il partito presieduto da Sonia Gandhi, che è di origini italiane e in India continua a contare molto nel dibattito politico. Un incidente con l'Italia è perfetto per metterla in difficoltà e lei sapeva che avrebbe potuto pagare duro per questo incidente. I suoi figli infatti sono sul punto di entrare in politica e lei - come ha fatto schierandosi contro l'Italia - sta difendendo le sorti di un partito e quelle di una dinastia della politica indiana.

 

Lunedì in trasmissione lei ha detto di aver conosciuto Massimiliano Latorre a Kabul e ha parlato di lui come “amico”...

Per me è un amico. L'ho conosciuto in Afghanistan al comando della scorta che mi era stata assegnata per una settimana e l'ho visto all'opera nel traffico di Kabul, quando si tratta di decidere se un'automobile che ti sta puntando contro è un'autobomba o è semplicemente uno che guida male. L'ho conosciuto quindi in una situazione per cui uno con il grilletto facile aveva tutte le ragioni per premerlo, cosa che lui non fece. Ho conosciuto un professionista serio, coscienzioso e prudente.

 

A livello italiano l'opinione pubblica è divisa, come sempre, tra colpevolisti e innocentisti.

Una parte del nostro Paese è ancora carica di pregiudizi: basta una divisa per essere additati. Che è la stessa cosa che succede quando si dice che questi qui (i marò, ndr) erano all'estero per guadagnare. Sono i pregiudizi di un'Italia che non ama e non capisce chi veste una divisa e cerca di servire il suo Paese in questo modo. Il livello di pregiudizio in Italia si vede anche nei processi: una persona non è colpevole finché questo non è sancito da una sentenza, ma vedo che molti frettolosamente hanno accettato che ci sia una colpevolezza per Latorre e Girone, cosa che per me è tutta da dimostrare.

 

Ci sono dei precedenti per questo “pasticcio diplomatico”, magari in altri ambiti, ad esempio nei rapporti tra Italia e Usa?

 Il caso più simile a quello dei marò è quello del processo per il sequestro di Abu Omar, in cui erano implicati dei funzionari della Cia che la magistratura italiana voleva giudicare: gli Stati Uniti non hanno però mai consentito che venissero giudicati in Italia, che rimase a capo chino e dovette accettare. 

 

Succederà lo stesso con gli Usa in merito al processo che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito?

 Fermo restando il fatto che la situazione è diversa, dal momento che lei è una cittadina civile e non un militare, gli Stati Uniti considerano ogni loro cittadino una persona da tutelare, persino al di là delle convenzioni, al contrario del comportamento che attuano nei confronti degli stranieri. Nei rapporti tra Italia e Usa ci sono dei momenti di acquiescenza che non vengono però ripagati in modo corretto dall'Italia, come nel caso di Silvia Baraldini che fu estradata in Italia per scontarvi la pena per motivi di salute e che ora non solo gode di ottima salute ma è anche in libertà. Casi del genere non aiutano nei rapporti tra Stati Uniti e Italia, da molto prima della vicenda di Perugia. 

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