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Cronaca

JUSTIN BIEBER/ Fan minacciata. Meluzzi: invidia e bullismo sono i veri nemici per i giovani

Un certo divismo tra i fan c'è sempre stato, spiega ALESSANDRO MELUZZI,ma il web lo amplifica. A far scatenare certi comportamenti sono la solitudine,la frustrazione e la mancanza di affetti

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Essere stata scelta casualmente tra migliaia di fan in delirio per salire sul palco per abbracciare Justin Bieber, durante il concerto del cantante idolo delle teenagers a Bologna. La dea bendata ha dato quest’occasione a una 14 enne di Pescara che, certo, non poteva immaginare che quell’attimo di notorietà gli si sarebbe ritorto contro. Un sogno trasformato in incubo: da allora è stata insultata e minacciata, addirittura di morte, dalle beliebers (le fan del giovane cantante).

Come si spiegano episodi come quello che avvenuto al concerto di Justin Bieber?

Il bullismo è sempre basato sul mancato rispetto dell’altro fino a considerarlo una non persona, il mezzo web finisce con il favorire la virtualità e l’impersonalità delle relazioni che trasformano l’umano in un mezzo anziché in un fine e quindi in questa oggettificazione della persona o l’attrazione sessuale o un certo tipo di relazione patologica o di disvalore si traduce in comportamenti di mancanza di rispetto della personalità altrui, un’intrusività tipica del bullismo in generale e del cyberbullismo nell’elemento virtuale.

Quale concetto, invece, bisogna trasmettere?

Credo che ribadire il valore del contatto tra le persone come ha fatto il Santo Padre che andrà Casal del Marmo e farà la lavanda dei piedi ai ragazzi detenuti è la dimostrazione dell’esatto contrario, di come la relazione tra le persone sia importante, di come queste persone siano tutte rispettabili, amabili a prescindere dalle loro condizioni o dal loro genere. Quando la persona diventa impersonale, quando il contatto diventa non contatto e quando la dimensione dell’incontro diventa, invece, dimensione della distanza assoluta e anche dell’artificiale i pericoli aumentano.

Cosa fa scatenare tanta rabbia tra i giovani, riferendomi in particolare al mondo dei fan?

La solitudine, la frustrazione, una mancanza sentimentale. La nostra società ha puntato molto sull’educazione sessuale mentre avrebbe dovuto puntare di più sull’educazione sentimentale che facesse vivere delle relazioni interpersonali mature, considerando l’altro una persona e non un oggetto per sfogare i nostri istinti più bassi.

L’invidia che ruolo gioca in queste dinamiche?

È uno dei peggiori sentimenti umani che spinge a quella che è stata definita in un libro “la carie delle osse”. Un uomo che invidia corrode sé stesso perché non vede quanto c’è di buono in lui e pensa che tutto il buono si sia riversato su un altro individuo da invidiare, non da volere emulare positivamente ma al limite da voler inglobare e anche distruggere. L’invidia è sempre legata alla mancanza di autostima, alla mancanza di guardare dentro sé stessi.

Il fatto di potersi “alleare” sui social network rende i fan più forti?

La dinamica del branco si realizza nella dimensione dell’interpersonale, ma ancora di più in una dimensione del virtuale. L’importante è che l’individualità delle persone sia sempre confortata da un orizzonte di senso che ha bisogno di valori forti se no il branco diventa un mondo per puntellare in maniera ancora più irresponsabile la fragilità calmierata di tutti.

I ragazzi si stanno allontanando sempre di più dalla realtà?