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PASQUA/ Festa all'insegna della crisi: vendite alimentari in calo del 10%

Pubblicazione:venerdì 29 marzo 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Una Pasqua all’insegna della crisi. Tra pressione fiscale e consumi mai così bassi, secondo le stime degli operatori le vendite alimentari per la Pasqua faranno registrare una flessione media nell’ordine del 10%. Lo comunica Fiesa, l’Associazione di categoria Confesercenti che riunisce gli esercenti specialisti di alimentazione, i quali si attendono una sostanziale diminuzione delle vendite totali rispetto alla Pasqua 2012, anche se sulla spesa finale potrà incidere molto anche l'aspetto meteorologico, cui è legata la variabile dell’eventuale praticabilità del ponte pasquale (a Pasquetta è prevista una moderata instabilità al Centro, specie nelle aree appenniniche e adriatiche con piogge sparse e locali rovesci, mentre qualche pioggia potrebbe arrivare anche al Nord-Ovest). Andando ad osservare i dati nello specifico, per quanto riguarda i dolci tipici della ricorrenza vediamo che panificatori e pasticceri Fiesa si aspettano una riduzione media degli acquisti tra il 5% e il 7% per le colombe, mentre un calo del 8% interesserà gli acquisti di uova (stabile invece la nicchia delle pizze pasquali, dolci e salate). Meglio dovrebbero andare i prodotti artigianali, preferiti soprattutto per l’alta qualità, mentre un lieve calo dovrebbe riguardare anche le carni, con stime che variano in modo significativo a seconda della tipologia di prodotto esaminata: pressoché inalterate le vendite delle carni bianche - soprattutto polli e tacchino - mentre ci si aspetta una contrazione del 10% per gli agnelli. Sui salumi si registrerà una lieve flessione, di circa il 5%. In netta flessione anche la vendita di pesce, (-3%).



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