BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

PAPA/ Blondet: il fulmine su San Pietro e il terremoto a Castel Gandolfo? "Normali", ve li spiego

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

"Un’azione importante e significativa, dunque, che generò anche diverse polemiche. Qualche giorno dopo a Roma, in piazza San Pietro, in una giornata di sole, il simbolo di pietra che rappresentava proprio il triregno e che si trovava alla base della Cupola venne colpito da un fulmine, cadde e andò in frantumi”. Dopo la decisione di Paolo VI, fu il successore Giovanni Paolo I nel 1978 a rifiutare una cerimonia di incoronazione, pur non abolendo mai ufficialmente l'uso della tiara, che semplicemente non divenne più obbligatoria.

Detto ciò, secondo Maurizio Blondet una spiegazione logica a queste superstizioni può comunque essere trovata: “L’improvvisa mancanza di una così forte autorità spirituale – ci dice - in un certo luogo e in una certa area culturale può scatenare credenze di questo tipo. Quando un’autorità spirituale di questo tipo viene scossa così in profondità, al di là del giudizi che possono riguardare Benedetto XVI, vengono fuori tutte le più torbide tradizioni e timori popolari: questi episodi, quindi, vengono interpretati come segnali, cambiamenti radicali che provocano contraccolpi rilevanti". La sensazione che si viene a creare, insomma, è quella di una destabilizzazione “cosmica”, capace di generare reazioni di qualsiasi tipo, dal fulmine, al terremoto, fino alla pioggia di meteoriti. "Nonostante la loro assurdità – conclude Blondet – tutte queste teorie catastrofiche non fanno altro che confermare ancora una volta quanto la decisione di Benedetto XVI abbia scosso l’opinione pubblica”.

 

(Claudio Perlini)

© Riproduzione Riservata.