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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 3 marzo, si ricorda il Beato Innocenzo da Berzo

Pubblicazione:domenica 3 marzo 2013

Tutti i Santi Tutti i Santi

Il 3 marzo si festeggia il Beato Innocenzo da Berzo, nato col nome di Giovanni Scalvinoni il 19 marzo 1844. Giovanni conduce una vita molto semplice, ma ricca di soddisfazioni tra la natale Niardo, in provincia di Brescia, paese della mamma Francesca, e Berzo appunto, paese natale del padre che muore quando il piccolo Giovanni ha appena tre mesi stroncato da una polmonite fulminante. Eccelle sin da giovanissimo negli studi, riportando grandi votazioni sia alle scuole inferiori che a quelle superiori. Oltre agli ottimi voti si contraddistingue per una straordinaria bontà d’animo e per una grande generosità, che lo rende punto di riferimento tra la sua gente, tra i poveri di Berzo che continuamente e col cuore colmo di speranza bussano alla sua porta, certi di un sorriso e di un pasto caldo.

A vent’anni decide di entrare nel seminario diocesano di Brescia, dove si contraddistinse per un grande rigore morale e spirituale, tanto che quando venne ordinato sacerdote, nel 1867, a tre anni dal suo ingresso, venne subito investito del prestigioso incarico di vice-rettore del seminario. Oltre che per una forte integrità morale, Padre Innocenzo si contraddistinse per una grande forza d’animo, ma soprattutto per una vita molto riservata fatta di preghiera, elemosina e solitudine. Nel 1874, infatti, dopo una breve parentesi che lo vede direttore delle scuole elementari di Berzo Inferiore, ritornò a condurre vita conventuale: cominciò il noviziato presso i Cappuccini nel monastero dell’Annunziata di Borno e nel 1878 prese i voti solenni, facendosi frate minore dei Cappuccini col nome di Padre Innocenzo da Berzo.

Grande conoscitore della parola di Dio, Padre Innocenzo trascorse quasi tutta la sua breve vita in preghiera e penitenza, non mancando mai di fare la Via Crucis, esercizio spirituale che pure consigliava sempre ai suoi penitenti. Come si diceva, morì molto giovane, il 3 marzo 1890 all’età di 46 anni, stroncato da una malattia dolorosa nell’ospedale di Bergamo: solo qualche mese dopo, nel settembre di quello stesso anno, le sue spoglie furono trasferite nella tanto amata Berzo, in Valcamonica. Il corteo che accompagnò la solenne traslazione, durò ben tre giorni. Era copioso e ricco di penitenti dolenti e desiderosi di venerare in Berzo le spoglie del loro Beato Innocenzo.

Nel primo giorno, dopo la sua deposizione, il corpo fu assistito e vegliato ininterrottamente dai fedeli accorsi da ogni parte del paese, al punto che al secondo giorno di veglia fu necessario l’intervento dell’ordine pubblico per riportare un po’ di tranquillità nel piccolo paese. Il corpo poté essere spostato, infatti, solo il terzo giorno, dopo che la fola di migliaia di fedeli iniziò a diradarsi: la mattina del 28 settembre, infatti, la salma fu portata in spalla dai suoi confratelli verso Berzo Inferiore lungo un percorso, calcolato in oltre due chilometri ed accompagnato da una folla di fedeli, che le fonti della questura dell’epoca vogliono di oltre 12.000 persone. 


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