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IL CASO/ Gaeta: la Sindone? E' una "fotografia" della Resurrezione, ecco le prove

Pubblicazione:sabato 30 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 30 marzo 2013, 10.13

La Sindone La Sindone

L'argomento Sindone, nonostante sia oggetto di dibattito ormai da decenni, non passa mai di moda. Tanto che Saverio Gaeta, vaticanista di Famiglia Cristiana, ha deciso di dedicare proprio alla Sindone (e per la terza volta nella sua carriera) un volume di ben 240 pagine, Il mistero della Sindone, nel quale illustra le ultime novità in materia, le ricerche scientifiche effettuate dal professor Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche nella Facoltà di Ingegneria dell'Università di Padova, e dal suo team, e che hanno definitivamente confutato la datazione in età medievale stabilita dall'esame del carbonio 14 risalente al 1988.

 

In che modo il team scientifico ha dimostrato l'inesattezza degli studi che stabilivano che la Sindone fosse un manufatto tardomedievale?
Attraverso un'analisi statistica “robusta” si è visto che i calcoli proposti nel 1988 dagli scienziati che utilizzarono il carbonio 14 non sono esatti: le cifre vennero forzate per farle corrispondere al risultato che si voleva ottenere. Inoltre, il tessuto prelevato per fare questi esami, essendo solo di un paio di centimetri, non era così rappresentativo dell'insieme della Sindone.

 

Ci sono altri aspetti che non tornano nell'indagine del 1988?
Sì, ad esempio il fatto che il laboratorio in Arizona che ebbe due frammenti sindonici da analizzare ne usò uno solo. Perché mai?

 

Che campioni sono stati invece usati in questa nuova ricerca?
Il professore non ha fatto nuovi prelievi sulla Sindone ma ha usato fibre sindoniche trovate all'interno dei filtri (la cui tracciabilità è documentata) con cui erano state prelevate le polveri nel '78 e nell'88.

 

E in che modo ha concretamente analizato questi reperti?
Con due metodiche nuove di tipo chimico basate sulla spettroscopia e su un procedimento meccanico, che ha paragonato tra loro una ventina di tessuti dal 3000 a.C. ai giorni nostri, verificando poi come la media delle datazioni delle tre indagini, condotte separatamente, portava a datare la Sindone alla prima metà del primo secolo d.C., verso il 30-35, cioè quando è morto Cristo.

 

In che modo si è formata l'immagine sul lenzuolo?
Fanti ha ipotizzato (e in una certa misura anche dimostrato) che l'immagine dell'uomo si è formata con il cosiddetto “effetto corona”, cioè attraverso lo sprigionarsi di una grande energia scaturita dal corpo di Cristo nel momento della resurrezione.

 

E come sarebbe stata verificata questa teoria?
Fanti lo ha fatto in due modi: sia al computer che empiricamente, tramite un manichino in scala in laboratorio, benché sia impossibile riprodurre del tutto la Sindone su un lenzolo dato che l'energia necessaria a far comparire l'intera immagine è immensa. 

 

Come si fa a dire che quello che si vede è Cristo e non un condannato a morte qualunque


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