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DIARIO SUL TERREMOTO/ Da Massa Finalese: così la vita ricomincia

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Quali festeggiamenti? Quali desideri per il futuro, se non che tutto potesse tornare come prima.

Le case e gli edifici feriti erano lì, a ricordarci la nostra impotenza di fronte alle forze della natura.

Ma l’uomo, pur ferito e zoppicante, divenuto migrante nel suo paese, guarda avanti senza fermarsi, conscio della sua fragilità ma indomito nella sua voglia di ricominciare.

Il piccolo Presepe, dove è nato un Dio povero e apparentemente sconfitto, ci ricordava che Qualcuno si è fatto mendicante della nostra povertà per condividere la nostra vita e darci la speranza di un futuro, che va oltre i tanti problemi che dovremo ancora affrontare.

 

(Ivonne Veratti)

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