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Cronaca

PAPA/ Benedetto e la fedeltà alla Croce, come ci interrogano?

Cosa fa ciascuno di noi, domanda GIANNI ZEN, di quello che ha ricevuto come ruolo, responsabilità, carriera, posto di lavoro...? Ci comportiamo come proprietari, o in termini di "servizio"?

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La fedeltà alla Croce, una fedeltà assoluta, ha significato per Papa Ratzinger la scelta, ad un certo punto della sua vita, delle dimissioni dalla Cattedra di Pietro. Una scelta radicale. Il valore di una responsabilità ha coinciso, dunque, con la percezione visibile del senso del limite. Limite proprio e della propria funzione. Per il bene della Chiesa e del popolo di Dio.

Un bene che è sempre oltre. Un "bene" che vale oltre lo stesso atto di fede, oltre tutti gli interessi individuali, di gruppo, storici, esistenziali. La vera "laicitá". Dopo avere assistito, in diretta, alle sue dimissioni dalla Cattedra di Pietro siamo tutti ancora stupiti e attoniti. Scelta coraggiosa, soprattutto se la mettiamo a confronto con gli ultimi anni di vita di Giovanni Paolo II. Ma scelta diversa, che va rispettata e compresa per quella che è, ben riassunta nelle stesse motivazioni espresse dal Papa.

Mi permetto di esprimere, in questa nota, una piccola riflessione che vada oltre una generica comprensione. In forma di gratitudine. Perché il Papa, con questa decisione, ha inteso, in modo diverso da Papa Wojtyla, esprimere in pienezza la virtù evangelica del "servizio". Sino in fondo. Modi diversi per dire un'unica veritá.

Nonostante tutto e tutti. Servire, e non servirsi. Non si occupa, cioè, un "ruolo", una poltrona, una posizione. Ma si assume una responsabilità. Della quale si è chiamati a rispondere sempre in prima persona. Una verità semplice, ma rivoluzionaria rispetto al nostro "moderno" modo di vivere. Credo che questa estrema testimonianza sia un grande dono "laico", valido per tutti. Un dono che ci costringe a meditare, che ci educa, che fa riflettere, che ci chiama ad un esame di coscienza secondo "verità". Cosa fa ciascuno di noi, questa la domanda, di quello che ha ricevuto come ruolo, responsabilità, carriera, posto di lavoro...? Ci comportiamo come proprietari, o in termini di "servizio"? Non possiamo non rispondere a queste domande.

Per il bene anzitutto di noi stessi. Anche per questo, dobbiamo tutti essere grati a Bendetto XVI.

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