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CONCLAVE/ La profezia di Malachia e il Papa Nero, Pietro il Romano l'ultimo Pontefice

Pubblicazione:martedì 5 marzo 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

In un momento così particolare come quello delle dimissioni di Benedetto, è naturale vedere il fiorire di nuove e vecchie profezie di stampo millenaristico sul futuro della Chiesa ma anche del mondo. La più gettonata è la cosiddetta profezia di Malachia, la Prophetia Sancti Malachiae che sarebbe in grado di raccontare il succedersi di pontefici e anti papi dai tempi di Celestino II a oggi. Arcivescovo irlandese proclamato santo nel 1190, i suoi scritti cominciarono a essere diffusi a partire dalla fine del cinquecento. In particolare secondo tale testo Benedetto XVI sarebbe il penultimo Papa, in quanto descritto nel testo di Malachia con il motto Gloria Olivae che corrisponderebbe non è chiaro per quale motivo al Pontefice dimissionario. Dopo di lui sempre secondo la profezia verrebbe eletto al soglio pontificio l'ultimo Papa con il nome di Pietro il Romano: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia”. Ultimo Papa, ma anche la fine del mondo arriverebbe proprio durante questo ultimo pontificato. Si tratterebbe de famoso Papa Nero secondo un'altra profezia: nello stemma araldico di Benedetto figura proprio la testa di un moro - da cui l'idea che ci sarà un Papa di colore - che però trova questa spiegazione secondo il sito ufficiale del Vaticano: "È l'antico simbolo della Diocesi di Frisinga, nata nell'VIII secolo, diventata Arcidiocesi Metropolitana col nome di Monaco e Frisinga nel 1818, dopo il Concordato tra Pio VII ed il Re Massimiliano Giuseppe di Baviera (5 giugno 1817) (…) Nella tradizione bavarese la testa di moro appare infatti molto spesso, ed è denominata caput ethiopicum, o moro di Frisinga". La profezia di Malachia in realtà non ha nessun fondamento storico e secondo diversi studiosi essa sarebbe stata compilata appositamente molti secoli dopo l'esistenza del monaco irlandese come arma psicologica per fare pressione sulle alte cariche della Chiesa cattolica, Papi compresi. 


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