BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CONCLAVE 2013/ Ingrao (Panorama): ecco i "segreti" di una preparazione più importante del voto

Pubblicazione:mercoledì 6 marzo 2013

InfoPhoto InfoPhoto

“Il prossimo Papa potrebbe anche non essere europeo”. Non ha fatto in tempo ad atterrare a Fiumicino che il patriarca copto-cattolico emerito di Alessandria d’Egitto, il 78enne cardinale Antonios Naguib, ha guadagnato l’onore delle cronache con questa sua affermazione, tra l’auspicio e la profezia. Di certo c’è che l’opinione – e la coscienza – dei cardinali non italiani si sta facendo sentire già in queste prime congregazioni. Dalla giornata di martedì emergono infatti novità apparentemente non eclatanti ma che, proprio in quanto novità che si impongono in Vaticano, vanno analizzate e soppesate con attenzione. Ne parliamo con Ignazio Ingrao, vaticanista di Panorama, autore di un libro, “Il concilio segreto” (in uscita per Piemme il 12 marzo prossimo) che tratta per l’appunto uno dei temi “caldi” nella discussione all’interno del Collegio cardinalizio.

Padre Lombardi, nel consueto briefing al termine della Congregazione del mattino, ha annunciato che né martedì né mercoledì ci sarebbero state le previste assemblee pomeridiane. Una novità: come la interpreta?
È una decisione significativa, anche se è stata presentata in maniera “piana”. Una sola assemblea plenaria al giorno lascia spazio a incontri ristretti, riservati, senz’altro più informali, che danno la possibilità ai cardinali, soprattutto quelli stranieri, di informarsi e conoscersi con più libertà. È comprensibile che un’assemblea di 150 persone sia invece un po’ più “ingessata”. Ma questa decisione, che è stata presa assemblearmente durante la terza Congregazione, quella di martedì mattina, ci dice anche un’altra cosa: tra i cardinali ha prevalso l’ala di chi preferisce tempi di preparazione più lunghi, per arrivare poi ad un Conclave breve, su quella del “voto subito”.

Segnale positivo oppure foriero di preoccupazione per contaminazioni esterne?
Più che altro, segnale che i cardinali non di curia, soprattutto quelli che vengono da più lontano, vogliono comprendere di più quello che è successo recentemente tra le mura vaticane. Da “convitato di pietra” il rapporto della commissione voluta da Benedetto XVI dopo la questione Vatileaks sta diventato uno - non l’unico, né il più decisivo anche se importante - degli elementi della discussione tra i cardinali. Non per niente ben tre presuli, il tedesco Walter Kasper e gli statunitensi Donald William Wuerl e Francis George – arcivescovi rispettivamente di Washington e di Chicago - hanno chiesto pubblicamente, durante la Congregazione, di saperne di più.

E se ne saprà di più?


  PAG. SUCC. >