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CONCLAVE 2013/ Così la Curia e Vatileaks dividono cardinali

Al termine della quarta Congregazione cardinalizia, la data di inizio del conclave resta ancora un mistero, forse anche a causa di una frattura fra i cardinali. FRANCA GIANSOLDATI

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Terminata la quarta Congregazione cardinalizia nell'Aula del Sinodo, la data di inizio del conclave ancora non è stata decisa. Padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, ha annunciato che nella giornata di giovedì si svolgeranno altre due riunioni, nel corso delle quali verrà probabilmente stabilito il giorno d’entrata nella Cappella Sistina (anche se la data più probabile resta quella dell'11 marzo). Le divisioni interne però non mancano, tra chi vorrebbe accelerare i tempi e andare subito al conclave, e chi invece vorrebbe prima definire in modo cristallino la situazione della Curia. Come conferma Franca Giansoldati, vaticanista del Messaggero contattata da IlSussidiario.net, è proprio sull'anticipazione dei tempi che potrebbe venire a crearsi una frattura.

Cosa può dirci a riguardo?

La questione relativa alla data non è affatto indifferente. Come è emerso chiaramente in questi ultimi giorni, vi sono due differenti visioni riguardo l’approccio organizzativo: una parte dei cardinali vorrebbe accorciare il più possibile il dibattito preliminare per andare subito al conclave, mentre altri porporati, per lo più stranieri, si rendono conto di non avere ancora ricevuto tutte le spiegazioni necessarie.

Che tipo di spiegazioni?

Questa parte dei cardinali, composta soprattutto da americani, tedeschi, ma anche da molti africani, chiede semplicemente più tempo per incontrarsi, parlare e fare attentamente il punto della situazione. Sostengono, insomma, che prima di entrare nella Cappella Sistina e portare avanti una decisione così vincolante come l’elezione di un Papa, si debba avere un quadro definitivo e completo della situazione che c’è a Roma. Il confronto è abbastanza serrato, anche se non parlerei di un vero e proprio scontro.

Quale approccio crede sia più ragionevole?

Francamente penso che un approccio mediano sia preferibile, ammesso che vi sia la necessaria trasparenza. Mi spiego meglio: la principale preoccupazione resta quella della nuova evangelizzazione, però, in seconda battuta, bisognerà affrontare il tema della riforma complessiva da dare al governo della Chiesa. Un approccio con una maggiore trasparenza, quindi, probabilmente aiuterebbe queste due aree: la maggior parte di coloro che vorrebbero accorciare i tempi e andare subito al conclave è formata dai “curiali”, ma su di loro grava la questione di Vatileaks.

Come si sta affrontando la questione?


COMMENTI
08/03/2013 - C'è Chi guida! (Luigi PATRINI)

Claudia ha ragione: comunque ..."siamo in buone Mani!". Non dimentichiamocene!

 
07/03/2013 - Fate presto, abbiamo bisogno del Pontefice (claudia mazzola)

Intanto preghiamo: senza il Papa senza il Governo, pensaci Tu o Padre Eterno.