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INCONTRI/ E attorno a una tavola, le decisioni più importanti

Pubblicazione:giovedì 7 marzo 2013

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E allora ecco la cucina e poi la tavola: la prima come strumento per dire ti voglio bene a chi è con te, secondo quella legge mai scritta di chiamarci a partecipare alla vita; la seconda, la tavola, come luogo dove – ha detto Gemma - “abbiamo sempre preso le decisioni più importanti”. Ma la cucina è anche evocativa di quella positività che necessariamente ha toccato ciascuno di noi: “Come il sugo, il cui odore – mi dice spesso mio figlio - mi richiama alla vita - o come la vite: finché c'è qualcuno che la coltiva possiamo stare sereni”. Ma poi Gemma, che ha ascoltato anche la storia di Davide e del dono di quel suo bambino che risponde agli stimoli solo se qualcuno gli sorride, ha detto una cosa semplice e importante: “Quando succede qualcosa di grave a qualcuno, non facciamogli mancare mai quello che vorremmo dirgli. Non sapete quanto sia importante.”
Le ore che sono venute dopo sono state un abbraccio, con la gente che sembrava aver sentito parole nuove. E non smetteva di parlarle. Poi la visita a Golosaria nel castello di Casale Monferrato, con la cena insieme bevendo il Grignolino. La sera ho fatto fatica a prendere sonno: è stato un incontro eccezionale dove anche il cibo e il vino avevano il loro giusto posto dentro quel grande mare che è la vita: ne poco più sopra (l'edonismo), ne poco più sotto (il relativismo). E tutto il giorno dopo è stato segnato, anche col sole pieno che annunciava la Primavera, da quel sorriso di Gemma stampato su un volto certo. Non lo dimenticherò mai.



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