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Cronaca

CINGHIALI RADIODATTIVI/ E’ in corso la riunione al ministero della Salute. La Lega presenta un’interrogazione

Nei diaframmi e nelle lingue di 27 esemplari sono state trovate tracce di cesio 137 dieci volte superiori ai limiti di allerta fissati in caso di incidente nucleare

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L’allarme sta venendo seriamente preso in considerazione. Sono 27 i cinghiali radioattivi trovati in Piemonte in Val Sesia, in provincia di Vercelli. Nei loro diaframmi e nelle loro lingue sono state trovate tracce di cesio 137 dieci volte superiori ai limiti di allerta fissati in caso di incidente nucleare. In particolare, nei campioni analizzati i valori oscillano in un range compreso tra 0 e 5621 Bq/Kg e 27, quando il limite è di 600 Bq/Kg. Da questa mattina è in corso, presso il ministero della Salute, la prima riunione del coordinamento che comprende la Sezione inquinamento da Sostanze radioattive dei carabinieri del Nas e del Noe, e la Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti del ministero. «Bisogna essere molto chiari e agire in fretta, la gente ha necessità di risposte. Con la salute non si scherza. La prima cosa da fare è tracciare la provenienza di questi cinghiali risultati radioattivi, capire dove sono stati cacciati e comprendere come siano stati contaminati», ha, invece, dichiarato Paolo Tiramani, consigliere regionale della Lega Nord che questa mattina ha presentato un’interrogazione urgente sul caso. Secondo Tiramani, se si scoprisse che gli animali provengono dalla bassa Valsesia si potrebbe, ad esempio, ipotizzare una contaminazione subita nei pressi dell’area ex Pulinet, «al centro delle note questioni legate a un giro di rifiuti sospetti». Altra ipotesi avanzata dal consigliere, è che la causa non sia da ricondurre al disastro di Chernobyl, ma agli incidenti avvenuti in Francia e Slovenia.

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