BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

LETTERA/ Il mio "Manifesto cattolico" per dare battaglia

DAVIDE SERAFINI ha messo nero su bianco in un "Manifesto cattolico" i punti imprescindibili su cui dare battaglia: La sfida si gioca su tre livelli: ontologico, culturale, sociologico

InfophotoInfophoto

Caro direttore,

Avverto sempre più frequentemente e con chiarezza che la sfida a cui siamo chiamati è ontologica (dire chi è l’uomo), culturale (dire perché l’uomo è così) e sociologica (dire per cosa è fatto l’uomo). Ne sento tutta la portata e mi sento chiamato a stare in questa battaglia (lo vedo ogni giorno come la fede voglia essere strappata dalla realtà, dal Comune, agli ambienti giuridici a quelli mondani e culturali).

E’ necessario tornare quindi a combattere su questi tre fronti:

-ontologico;

-culturale;

-sociologico.

Bisogna tornare a dire chi è l’uomo, perché vive, perché desidera e per cosa è fatto. Regna la confusione, tutti parlano di tutto e vi è un attacco su questi tre fronti attraverso la scienza, il diritto, la storia. Come arma “del mondo” viene utilizzato il relativismo in cui tutto è uguale: non esiste la verità ed ogni posizione è identica. Perché combattere questa guerra? Perché per l’esperienza che stiamo vivendo è evidente che Dio c’è e c’entra con la vita. La battaglia è quindi quella di una fede che incida nella realtà. Deve esserci lotta su pochi, chiari, fondamentali punti: la tutela della vita (no ad aborto ed eutanasia); la famiglia fondata su di un uomo ed una donna (no a nozze gay, ad adozioni gay); la libertà di educazione (sì alle scuole private cattoliche ed alle opere educative). Questa battaglia è per far sì che la fede NON SIA UN FATTO PRIVATO ma incida nella realtà. La testimonianza è fondamentale e decisiva per mostrare che “Cristo è” e noi ci siamo. Combattiamo la battaglia approfondendo ogni cosa: vagliamo tutto e tratteniamo ciò che vale. La cultura illuministica post 1789 ha cambiato il nostro modo di pensare: non esiste più l’assoluto, l’universale. Tutto è settario, ristretto, diminuito. Per questo dobbiamo dare le ragioni di ogni cosa e quindi approfondire, studiare.

Propongo questa sorta di manifesto per accendere il cuore e la ragione, per tornare a combattere la “dura e buona battaglia”. Uso come spunto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo per argomentare le parole dette da Benedetto XVI nel 2006 al Partito Popolare Europeo per dire ciò per cui la Chiesa, cioè noi, dobbiamo lottare.

La Dichiarazione firmata nel 1948 è il vertice della cultura laicista ed illuminista, ma offre ampi margini per appoggiare le nostre posizioni per cui è cosa buona utilizzarlo (in corsivo-grassetto-sottolineato le parole del Papa Benedetto XVI per indicare i principi non negoziabili).

Preghiamo la Madonnina che non ci lasci soli in questa battaglia.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza (…)

 

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, (…)

(- tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale).