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Cronaca

CONCLAVE 2013/ Piazzoni (Biblioteca Vaticana): la "politica" dei giornali danneggia la Chiesa

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La strada da percorrere è quella indicata in modo quasi costante e perfettamente unitario almeno da Giovanni XXIII in poi. Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono tutti andati nella direzione di un’attualizzazione dei contenuti del Concilio Vaticano II. C’è quindi una linea comune che prosegue direttamente dai tempi di Giovanni XXIII.

 

Qual è la sfida più grande che attende il nuovo Papa?

Le sfide sono tante, quella più grande consiste nel predicare il Vangelo di Gesù Cristo ed essere un testimone della fede nel mondo di oggi. E’ ciò che il Papa deve fare, come dice San Pietro: “Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi chieda di dare ragione della vostra fede”. Che poi questo si concretizzi con un occhio più attento alla medialità dell’informazione e al fatto di rapportarsi con il mondo, oppure all’organizzazione interna della Chiesa, sono tutte cose che possono avvenire, anche contemporaneamente, grazie alla stessa persona.

 

I media si concentrano sulla cosiddetta “prima volta”: la prima volta di un Papa proveniente dal continente americano, dall’Africa e così via. In quale considerazione i cardinali tengono questi elementi?

L’aspetto geografico è veramente l’ultimo degli elementi a essere preso in considerazione, se non proprio un aspetto che sarà del tutto trascurato. Tutti i cardinali intervistati lo hanno ripetuto: quello dell’appartenenza razziale e nazionale è un tema che non entra nel gioco delle decisioni. Si individuano i bisogni concreti e reali della Chiesa nell’immediato prossimo futuro, cioè nei prossimi anni o decenni, e si cerca la persona che sembra più adatta alla luce della preghiera e delle considerazioni fatte nel silenzio e nel confronto con Dio. Questa persona deve rispondere a ciò che i cardinali disegnano come il possibile modello di Papa. Se poi il risultato sarà quello di eleggere un asiatico, un africano, un americano o un italiano, per il Conclave non ha nessun peso.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
09/03/2013 - Conclave. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Ribadisco quanto ho scritto giorni fa. Spero che nessun cardinale apra più bocca fino all'inizio del conclave. Certo che la "politica" dei giornali danneggia la Chiesa! Non solo: crea confusione anche nei cattolici di fede più debole e incerta, perché equipara l'elezione del Papa alla scelta del Premier e dopo l'esempio che abbiamo avuto con le elezioni del 24 febbraio, non abbiamo proprio bisogno di confusioni. Che Dio li assista tutti!