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CONCLAVE 2013/ Rodari (Repubblica): il futuro papa? In "equilibrio" tra governo e missione

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Non un americano sicuramente, non credo che i cardinali statunitensi possano arrivare ad eleggere un loro uomo, di fatto si sono chiamati fuori. Credo invece che abbiano due idee: la prima è Scola, che è una scelta anti romana anche perché l'arcivescovo di Milano non è amatissimo in Curia, la seconda è il prefetto della Congregazione per i Vescovi, il franco-canadese Marc Ouellet. Sono orientati su questi due nomi. Meno delineata la posizione dell'altro gruppo: ultimamente sembrava orientarsi sullo stesso Camerlengo, ossia Bertone, oppure su un candidato extraeuropeo su cui c'è però più incertezza.

 

Che possibilità effettive hanno questi due gruppi di prevalere uno sull'altro?
Non siamo in grado di dirlo, almeno in questo momento. Se il Conclave dovesse durare più del previsto e dovesse esserci uno stallo fra i due partiti - chiamiamoli così -, forse una soluzione di compromesso per entrambi potrebbe essere rappresentata dal Primate d'Ungheria, il 60enne cardinale Péter Erdő.

 

E del papa nero, ossia del candidato africano di cui si è parlato molto?
Sono più nomi che reali candidati al papato. È vero però che, nonostante la formazione di due consistenti gruppi all'interno del collegio cardinalizio, questo Conclave è molto incerto, anche per le dimissioni senza preavviso di papa Benedetto XVI. I cardinali entrano in Cappella Sistina con poche certezze, tutto potrebbe succedere. Sulla carta non dovrebbe essere così, poi chissà, può darsi che dalla Loggia di San Pietro si affacci un porporato africano... Ma così, a bocce ferme, direi di no. 

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