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J'ACCUSE/ La cella per Angelo Rizzoli trasforma i giudici in giustizieri

Pubblicazione:sabato 9 marzo 2013

Angelo Rizzoli (InfoPhoto) Angelo Rizzoli (InfoPhoto)

Un uomo così, è socialmente pericoloso? Non dovrebbe servire a questo, il carcere, a proteggere la comunità da individui in grado di nuocerle? Non abbiamo assistito a concessione di domiciliari a delinquenti accertati, a mafiosi incalliti, a fiancheggiatori dell’eversione, per motivi di salute? Ho incontrato l’anno scorso Melania De Nichilo, moglie di Angelo Rizzoli e madre di due suoi figli. Aveva dedicato la sua attività di parlamentare all’ingrato e coraggioso impegno nelle carceri, di cui denunciava in un bel libro gli orrori, le assurdità, da medico, senza farne una battaglia ideologica. Ho scoperto leggendolo che sono carcerati malati di Aids, di sclerosi appunto, detenuti costretti alla sedia a rotelle, malati di anoressia.
Che paese siamo? In tanti, radicali e cattolici, hanno alzato la voce sulla condizione carceraria, siamo stati ripresi dall’UE, ci vergogniamo con dichiarazioni funzionali al buon nome di partiti e apparati di un sistema indegno, lesivo dei diritti della persona, contrario a qualsiasi idea di giustizia. Si sono fatti scioperi della fame, si è levata la voce di Papi e politici di ogni schieramento, per nulla. Si sono fatte promesse, e si è ottenuto qualche sconto, null’altro.
Altro che indulto, amnistia, nuove carceri all’insegna della civiltà, altro che lavoro e obiettivo di rieducazione, quello che è sancito dalla nostra Costituzione. Non conosco Angelo Rizzoli, so che è un uomo sfortunato, su cui la sorte e una schiera di impresentabili malandrini si è accanita; sulla cui pelle si è concentrato il peggio della burocrazia leguleia e dell’accanimento giudiziario. 
Stavolta sarà anche colpevole: lo sarà sua moglie, che l’ha sposato per amore, non certo per interesse o vanto. Una donna mite e appassionata alle cause perse, quelle che non portano voti, perchè della sorte dei detenuti non gliene frega niente a nessuno. Tenderei a ritenerli entrambi personaggi non così nefasti per la salute pubblica. Tenderei a far prevalere, almeno una volta, l’umanità. Se ha sbagliato, pagherà, Angelo Rizzoli, ma curandosi, ma a casa sua. Ha già pagato, tanto, troppo. Un suicida in carcere in più, sarebbe solo un articolo di giornale. Ma un peso sulla coscienza di giustizieri, non di giudici.



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