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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 9 febbraio, si celebra Santa Francesca Romana, fondatrice delle Oblate di Tor de' Specchi

Il 9 marzo si festeggia Santa Francesca Romana, fondatrice della congregazione delle Oblate Olivetane di Santa Maria Nuova, canonizzata nel 1608 da papa Paolo V

Santa Francesca Romana Santa Francesca Romana

Il 9 marzo si festeggia Santa Francesca Romana, fondatrice della comunità delle Oblate di Tor de' Specchi. Francesca nacque in una nobile e agiata famiglia romana, nel 1384, col cognome di Bussi dé Buxis dé Leoni. Trascorse la sua infanzia presso la casa di Piazza Navona e fu battezzata nella chiesa di Santa Agnese in Agone. La sua famiglia ricca e nobile le impartì un'educazione molto profonda, ma al tempo stesso rigida, di certo molto religiosa, sicché la bambina, al seguito della madre, frequentò molte chiese, e fu proprio in una di queste, la chiesa benedettina di Santa Maria Nova, che Francesca, a nove anni, ebbe la sua prima vocazione.

Nonostante la vita di Francesca fosse orientata alla preghiera e al raccoglimento, il padre non ne tenne conto, e decise per lei una vita da madre e moglie dandola in sposa, appena dodicenne, al nobile Lorenzo dé Ponziani: come all'epoca accadeva assai di frequente, il matrimonio di Francesca rappresentava in realtà, per il padre e per la famiglia tutta, un modo di stringere un'alleanza con una famiglia, quella dei Ponziani, altrettanto nobile e ricca, per assicurarsi dunque, agi, favori, ricchezze. La piccola Francesca, tuttavia, pur non condividendo la scelta paterna, non vi si poteva sottrarre: andò a vivere a Trastevere, nella casa di famiglia del marito, ma nonostante tutti cercassero di accoglierla al meglio e di farla sentire a proprio agio, Francesca non riuscì ad ambientarsi: infelice, pensava alla vita di preghiera e di raccoglimento che non poteva avere.

La sua depressione fu cupa e profonda: la giovane sposa iniziò anche a smettere di mangiare, tanto da mettere in serio pericolo la sua vita, fino a quando una visione le fece cambiare strada. Il 16 luglio del 1398 Francesca, appena quattordicenne, vide sant'Alessio che, in sogno, le disse di riprendere a mangiare e di non lasciarsi morire. Colpita da quella visione, l'indomani si recò nella chiesa di sant'Alessio, sull'Aventino e la sua vita conobbe una radicale trasformazione: capì infatti che poteva vivere nel nome del Signore anche conducendo una vita laica, ma aiutando i poveri, i deboli, e mettendo le sue forze a disposizione dei bisognosi. Iniziò a recuperare le forze, si rimise in salute e dopo poco meno di due anni ebbe il primo dei suoi tre figli. 

In quegli anni Roma e i suoi abitanti furono scossi da una forte crisi: il re di Napoli, con ripetute incursioni e continui saccheggi, ridusse gli abitanti della città eterna in uno stato di estrema povertà. Francesca si fece dare dal suocero le chiavi del magazzino di famiglia e lo svuotò di ogni bene, donandolo ai bisognosi. In questa occasione avvenne il primo miracolo della santa: all'indomani il magazzino venne trovato nuovamente pieno e colmo di provviste. L'eccezionalità dell'accaduto convinse la famiglia di Francesca affinché lei si dedicasse interamente ai bisognosi, al punto da decidere di vendere tutti i suoi gioielli per darne il ricavato ai poveri.