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URBI ET ORBI/ Testimoni di un fatto che può cambiare la vita

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Papa Francesco (Foto: Infophoto)  Papa Francesco (Foto: Infophoto)

Cristo è andato fino in fondo, fino agli inferi, “all’abisso della separazione da Dio”. L’amore di Dio, l’amore misericordioso ha “inondato di luce il corpo morto” del figlio, “lo ha trasfigurato, lo ha fatto passare nella vita eterna”. 
Quando ho sentito il Papa ripetere la drammatica sequenza che è la struttura della nostra fede ho pensato ad un quadro di William Congdon che mi è caro e che un amico mi ha riproposto alla contemplazione giusto ieri. E’ una delle celebri crocifissioni dell’artista americano e toglie il fiato: con il corpo martoriato di Cristo che precipita nell’abisso, il capo abbandonato e tutto il divino che penetra la morte. Niente di più doloroso e consolante, il fondo fangoso illuminato dal corpo già bianco di Resurrezione. L’essenza di ciò che è accaduto ancora una volta per noi, negli ultimi tre giorni. 
Per noi e per il mondo, come ha ricordato Papa Bergoglio, invocando la pace per ogni angolo del pianeta. E allora dobbiamo solo rendere grazie, insieme a lui e al salmista: “Rendete grazie al Signore perché è buono, /perché il suo amore è per sempre./Dica Israele:/ Il suo amore è per sempre”.



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