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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 11 aprile, si festeggia San Stanislao di Cracovia, patrono della Polonia

L'11 aprile si celebra San Stanislao, vescovo di Cracovia e patrono della Polonia. Fu ucciso in chiesa dai sicari di re Boleslao mentre celebrava messa 

San Stanislao di Cracovia San Stanislao di Cracovia

L’11 aprile di ogni anno la Chiesa Cattolica ricorda e commemora nel proprio calendario la figura di San Stanislao di Cracovia, vescovo e martire, nonché figura di grande riferimento per tutto il movimento cattolico polacco tant’è che è stato scelto come Patrono della Polonia. Nel corso della sua vita si distinse in particolar modo per essere sempre al fianco dei più deboli, per la difesa dei loro diritti e per quelli che sono i principi della religione cattolica e quindi della parola di Dio. Stanislao nacque il 16 luglio 1030 in una cittadina polacca nei pressi di Cracovia in un famiglia nobile piuttosto benestante. Suo padre si chiamava Belislao mentre sua madre Bogna. Una famiglia molto devota e questo certamente contribuì alla sua formazione per uno spiccato senso caritatevole. La sua famiglia lo iscrisse in una scuola di natura ecclesiastica, che gli diede le basi verso una carriera come ministro di Dio.

I suoi studi, secondo quanto si apprende da alcune ricostruzioni fatte da storici e studiosi della vita di San Stanislao, furono divisi in due parti. Una prima che ebbe il proprio decorso in Polonia presso una nota scuola di Cracovia, mentre la seconda parte ebbe luogo a Parigi in Francia. Non si hanno date precise che riportino le varie tappe che lo portarono a diventare vescovo, ma si conosce il fatto che una volta che fu ordinato sacerdote gli fu assegnata una piccola comunità polacca nella quale le sue opere furono segnalate e note in tutta il Paese per la grande passione che lo animava, per l’onestà e lo zelo nel diffondere la parola del Signore.

Stanislao fu ordinato sacerdote dall’allora arcivescovo di Cracovia Lamberto Zula, che tra le altre cose, potendo toccare con mano il grande senso caritatevole e la devozione che animavano Stanislao, decise mano mano nel corso degli anni di assegnarli sempre maggiori compiti. Alla morte dell’arcivescovo, che secondo gli annali è avvenuta nel 1072, erano tantissimi i religiosi oltre che tantissime semplici persone del popolo, a spingere affinché fosse nominato Stanislao come suo successore. Lui inizialmente, anche per via della grande modestia che lo caratterizzava, non se la sentì di accettare un ruolo così importante. Dovette intervenire in prima persona papa Alessandro II per fargli cambiare idea e accettare il compito. Il suo arcivescovato fu improntato verso il massimo rispetto di quelli che sono i principi che animano la religione cattolica nonché dei diritti dell’uomo.

Stanislao entrò in forte contrasto con il sovrano della Polonia che in quel tempo era Boleslao II. Un re amato dal proprio popolo principalmente per le grandi virtù che lo contraddistinguevano durante le varie battaglie di cui si rese protagonista e in particolare quella contro i russi. Tuttavia, Boleslao portava avanti una vita tutt’altro che rivolta alla rettitudine, giacché soleva spesso e volentieri lasciarsi andare nel vizio e nella perdizione, mostrandosi più attento all’organizzazione pressoché quotidiana di festini e orge piuttosto che la cura della propria famiglia. Inoltre, se in battaglia si distingueva per un essere un buon condottiero, di certo non si poteva dire lo stesso nell’amministrazione e nel governo del proprio territorio e soprattutto nei confronti del proprio popolo.