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Cronaca

STORIA/ Barcellona (ex Pci): i falsi scoop di Repubblica su Don Giussani coprono altre verità...

Luigi Giussani (Immagine d'archivio)Luigi Giussani (Immagine d'archivio)

Ci incontrammo nel corridoio molto cordialmente e scambiammo parole di convenienza, ma anche di apprezzamento per il lavoro che facevano i ragazzi. Debbo aggiungere che ero abbastanza irritato, invece, con la direzione del partito di Firenze per la debolezza dell’organizzazione giovanile della Fgci, che non riusciva a marcare nessuna presenza nella vita universitaria. Credo anzi di aver scritto una nota dove facevo il paragone con l’attivismo costante dei giovani di Cl.  

Naturalmente queste testimonianze non dimostrano che in altri contesti e in altre regioni i rapporti fossero diversi. Probabilmente saranno stati diversi in Lombardia proprio per la presenza di Formigoni che a quanto mi risulta è stato un grosso organizzatore della vita politica dei cattolici lombardi.

Probabilmente nelle zone rosse e nel Veneto i rapporti sono stati meno semplici di quanto io stia raccontando, anche perché le testimonianze che ho ricevuto sono state spesso di altri cattolici che giudicavano le posizioni di Cl fortemente anticomuniste e competitive, specialmente con loro che militavano nel nostro partito. Credo che ci sia stata più ostilità in certe aree del paese dove erano presenti preti operai e seguaci della teologia della liberazione che ovviamente si scontravano con una visione religiosa del tutto opposta alla loro. Questa è una storia che non riguarda soltanto Cl, ma la complessità della convivenza negli stessi contesti politici di cattolici schierati su sponde opposte. 

Se qualcuno vuole approfondire l’influenza americana sulla politica italiana è bene che, piuttosto che dell’incontro tra don Giussani e l’ambasciatore americano, si occupi più seriamente dei rapporti tra la mafia, gli Usa e le vicende del nostro paese che sicuramente riguardano pezzi deviati dello Stato e complicità politiche. Tutti ormai sanno che da Portella della Ginestra in poi i servizi segreti americani hanno cercato di infiltrarsi e destabilizzare il nostro paese. In Sicilia specialmente Lucky Luciano, che si era occupato del sostegno mafioso alle truppe americane che sbarcavano, aveva provato a fare nascere partiti indipendentisti per la separazione della Sicilia dall’Italia che, quando questo obiettivo tramontò, non esitarono a sostenere il partito monarchico di Achille Lauro che pensava di dar vita a un nuovo Regno delle due Sicilie. 

Sarebbe davvero interessante che qualcuno studiasse con attenzione cos’è accaduto in Italia nel primo dopoguerra e nella fase espansiva del partito monarchico, giacché molte delle radici malavitose della politica meridionale affondano sicuramente in quel periodo storico e in quel terreno di connubi strani, ispirati spesso da siciliani il cui ruolo politico nel separatismo rimane ancora oscuro.