BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

STORIA/ Barcellona (ex Pci): i falsi scoop di Repubblica su Don Giussani coprono altre verità...

Di recente su Repubblica è apparso un pezzo dal titolo: “Il patto segreto tra gli Usa e don Giussani per fermare l’avanzata del Pci in Italia”. Il commento di PIETRO BARCELLONA (ex Pci)

Luigi Giussani (Immagine d'archivio) Luigi Giussani (Immagine d'archivio)

Ogni tanto appaiono sui maggiori quotidiani italiani stralci di avvenimenti passati che tendono a richiamare l’attenzione su torbidi intrecci che hanno caratterizzato la storia politica del nostro paese. Non c’è dubbio che sarebbe opportuno che venisse portato alla luce e discusso e confrontato con fatti e testimonianze quanto è rimasto depositato nel sottosuolo del nostro primo dopoguerra, quando attività dei servizi stranieri e interferenze americane nella nostra politica erano assai rilevanti. Invece ciò non accade e purtroppo non si riesce ad afferrare il senso di certi servizi, come quello che è apparso su Repubblica alcuni giorni fa sui rapporti tra don Giussani e l’ambasciatore americano in Italia nel periodo in cui il Pci sembrava crescere (“Il patto segreto tra gli Usa e don Giussani per fermare l’avanzata del Pci in Italia”, Repubblica, 8 aprile 2013, p. 16).

Nonostante in quell’articolo si faccia riferimento a un documento riservato dell’ambasciatore,  francamente non sono riuscito a capire che cosa rivela che non sia già ampiamente noto. Era ovvio che gli americani temevano in modo ossessivo la presenza del più grosso partito comunista d’Occidente e che abbiano usato ogni mezzo lecito ed illecito per contenerne il possibile successo elettorale. Ed era noto altresì che, specie in occasione delle campagne referendarie, molti sacerdoti e molti cattolici si impegnavano per contrastare la crescita di un movimento politico che consideravano avverso. 

Non mi pare che, in questo tipo di contesto, rappresenti un fatto scandaloso che don Giussani abbia incontrato l’ambasciatore americano. Così come non mi sembra che il fatto che Grillo e i suoi seguaci siano ricevuti presso l’ambasciata americana di Roma sia un segno della dipendenza del grillismo dalla politica statunitense. 

Tuttavia siccome un mio carissimo amico mi ha chiesto di dire quale sia stata la mia esperienza in quel periodo in cui ero dirigente politico del Pci, e specialmente in Sicilia ricoprivo un ruolo che mi faceva entrare in rapporto con tutta la realtà dell’isola, desidero raccontare ciò che io ho avuto modo di constatare soprattutto in occasione delle campagne elettorali circa il rapporto tra noi comunisti e il mondo cattolico.

In particolare nel 1974 inaugurai a Catania con Enrico Berlinguer la campagna per il referendum sul divorzio e mi trovai a ragionare proprio con lui degli orientamenti che potevano influenzare una popolazione meridionale come la nostra. Allora non venne fuori nessun particolare riferimento ad organizzazioni cattoliche che si mobilitavano contro di noi, ma al contrario erano frequenti tra noi e i sostenitori della abolizione dell’istituto del divorzio dibattiti spesso aspri ma mai aggressivi e minacciosi.