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UNIONI GAY/ 2. Romboli: la Costituzione va interpretata in modo creativo e non letterale

Pubblicazione:domenica 14 aprile 2013

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Il presidente della Corte costituzionale, Franco Gallo, ha ribadito il suo invito al Parlamento a riconoscere i diritti delle coppie gay. Per il numero uno della Consulta è necessario il “riconoscimento dei diritti delle coppie gay”, e ha quindi richiamato a una “regolamentazione della materia nei modi e nei limiti più opportuni”. Ilsussidiario.net ha intervistato Roberto Romboli, professore di Diritto costituzionale all’Università di Pisa.

 

Professor Romboli, ritiene che l’intervento del presidente Gallo sia un’invasione di campo rispetto alle prerogative del Parlamento?

Uno dei ruoli della Corte costituzionale, tra l’altro svolto da sempre, consiste nel fare dei moniti al legislatore. Pur dichiarando non incostituzionale la legge, la Consulta richiama il legislatore a un intervento che serva a realizzare meglio i diritti tutelati dalla Costituzione. Una sentenza della Consulta emanata nel 2010 aveva stabilito che non è incostituzionale la mancata previsione del matrimonio per le coppie omosessuali. Contemporaneamente aveva però dichiarato che esiste un diritto, espressamente definito come fondamentale, in base a cui le persone omosessuali devono poter svolgere la loro vita di coppia. La Corte costituzionale ha quindi chiesto al legislatore di intervenire.

 

Perché non è intervenuta direttamente la stessa Consulta?

Chiaramente le scelte per fare realizzare questo diritto fondamentale possono essere le più diverse. Le modalità di attuazione devono essere quindi stabilite dal Parlamento, e non dalla Consulta. Non si tratta infatti di una scelta obbligata che deriva automaticamente dalla Costituzione. La Corte ha stabilito che esiste un diritto delle persone omosessuali a vivere la loro vita di coppia. Il modo in cui realizzarlo deve essere poi scelto dal legislatore, e quindi la Consulta ha richiamato quest’ultimo a intervenire. Ora Gallo afferma che a distanza di quasi tre anni il Parlamento non è intervenuto, e l’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa a non avere nessuna regolamentazione delle coppie di fatto, eterosessuali o omosessuali.

 

In che modo la legislazione vigente oggi impedisce alle coppie omosessuali di vivere la loro vita di coppia?


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