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PARKINSON/ Nuova sperimentazione basata sulle cellule staminali

Pubblicazione:mercoledì 17 aprile 2013

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Curare il Parkinson attraverso le cellule staminali? La sperimentazione basata sul prelevamento delle cellule dal midollo osseo dei pazienti è partita dal centro di Milano Icp, autorizzata dall’Istituto Superiore di Sanità e supportata dalla Fondazione Grigioni e riguarda il trattamento di una grave forma della malattia, chiamata paralisi sopranucleare progressiva (psp) per la quale al momento non ci sono terapie. Si tratta della prima sperimentazione mondiale con staminali per questa grave patologia. La psp presenta fin dall'esordio sintomi e limitazioni gravi per il paziente. La PSP provoca una degenerazione delle cellule nervose che fanno parte dei circuiti che regolano i movimenti (le vie extrapiramidali): i malati presentano quindi principalmente lentezza nei movimenti (bradicinesia), rigidità e compromissione dei riflessi che permettono di mantenere l’equilibrio. La PSP rappresenta meno del 3% dei parkinsonismi: ha una prevalenza di circa 8-9 casi per 100.000 abitanti e un’incidenza di 3 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Si tratta di una malattia particolarmente aggressiva: nel giro di 5 anni dall’esordio in genere il malato è costretto alla sedia a rotelle. (Solo in Italia sono 200.000 le persone affette da malattia di Parkinson). Lo studio ha recentemente preso il via con una prima fase che prevede il coinvolgimento di 5 malati, che verranno trattati e monitorati per valutare eventuali effetti collaterali. Seguirà a breve una seconda fase in doppio cieco, in cui saranno reclutati 20 individui che verranno suddivisi in due gruppi e alternativamente trattati per sei mesi con le staminali e altri sei mesi con placebo. La terapia si basa sull’introduzione di queste cellule nell’organismo attraverso un catetere introdotto nell’arteria femorale e spinto fino alle arterie che portano al cervello. Questa sperimentazione clinica apre nuove prospettive da un punto di vista medico-scientifico in termini di possibilità di trattamento di tutte le malattie neurodegenerative. Ciò anche con l’obiettivo di frenare un certo turismo sanitario, che coinvolge individui affetti da parkinsonismi che si recano all’estero per sottoporsi a infusioni con cellule staminali di dubbia provenienza.



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