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PARROCO UCCISO/ Trapani, arrestato l'assassino: non sopportava le sue omelie

Pubblicazione:mercoledì 17 aprile 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

E’ stato arrestato l’assassino di don Michele Di Stefano, 79 anni, parroco della frazione trapanese di Ummari ma originario di Calatafimi, ucciso nella notte tra il 25 e il 26 febbraio nell'appartamento attiguo alla chiesa Gesù, Maria e Giuseppe. Il colpevole è Antonio Incandela, 33 anni, il quale avrebbe confessato ai carabinieri di aver commesso l’omicidio perché irritato da alcune omelie pronunciate dal sacerdote. Un rancore covato per anni, da quando don Michele era professore di religione dell’assassino ai tempi delle scuole medie. Una violenza pianificata che Incandela ha confessato al termine di un lungo interrogatorio condotto dai carabinieri, dal procuratore di Trapani Marcello Viola e dal sostituto Massimo Palmeri: dopo il delitto, infatti, l’assassino ha simulato una rapina portando via con sé alcuni euro e il portafoglio della vittima. A tradirlo, però, sono stati alcuni prelievi effettuati con il bancomat. Sembra che a scatenare la furia omicida sia stata un'omelia in particolare, in cui don Michele ha fatto riferimento a delle "mele marce" che avevano l'abitudine di appiccare il fuoco. L'assassino, avendo dei precedenti per incendio, ha creduto che il parroco si riferisse a lui e ha deciso di vendicarsi.



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