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MAURIZIO MOLINARI/ Sono giornalista, sono cieco e ho un profilo Facebook

Sta facendo piuttosto scalpore la notizia diffusa da un comunicato della Guardia di Finanza. Non tanto per il blitz, di per se meritorio, quanto per le considerazioni allegate

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Sta facendo piuttosto scalpore la notizia diffusa da un comunicato della Guardia di Finanza relativa alla scoperta, a Palermo, di tre falsi cechi. Non tanto per il blitz, di per se meritorio, quanto per le considerazioni allegate. E’ stato sottolineato più volte, per esempio, che uno dei tre aveva «addirittura» un profilo Facebook. Sottolineatura che non è stata digerita da Maurizio Molinari, giornalista che, da Bruxelles, collabora per la BBC World Service e per Redattore Social. E che è cieco. Lo strumento della sua polemica è stata proprio Facebook. Anche lui ha una pagina, ed è perfettamente in grado di utilizzarla. Chattando con Gianluca Nicoletti de La Stampa, ha scritto: «Io sono reo confesso: falso cieco perché ti sto scrivendo su Facebook, ho un profilo Twitter, faccio il giornalista, gioco a carte, intrattengo relazioni con l'altro sesso, faccio sport, ho una vita sociale attiva, vado dal barbiere e a fare la spesa da solo... Devo continuare?». Secondo Molinari, quel che è inaccettabile, è la correlazione necessaria tra l’esser ciechi e il non poter disporre di una vita sociale ricca come tutti gli altri. Insomma, «le parole contano». La Gdf, fa presente, può scrivere pure quello che gli pare. «Ma un giornalista no».

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