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PAPA FRANCESCO/ Il testo integrale dell'omelia per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Bergoglio ha nominato dieci sacerdoti della diocesi Roma, i primi da quando è stato eletto. Durante la predica invita i nuovi preti a essere "mediatori tra Dio e il popolo"

Papa Francesco, al secolo Jorge Bergoglio Papa Francesco, al secolo Jorge Bergoglio

La Chiesa celebra oggi, 21 aprile, nella IV Domenica di Pasqua, la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che quest’anno – con il titolo “Le vocazioni segno della speranza fondata sulla fede” –  festeggia il suo 50esimo anniversario da quando, nel 1964, fu istituita da papa Paolo VI allo scopo di chiedere al “Signore gli operai necessari alla sua messe”. In questa importante ricorrenza, papa Francesco ha presieduto questa mattina la messa nella basilica Vaticana ordinando, per la prima volta da quanto è asceso al soglio pontificio, dieci sacerdoti provenienti da tre seminari della diocesi.

Ecco il testo integrale dell’omelia che ha tenuto durante la celebrazione:
“Fratelli e sorelle carissimi, questi nostri fratelli e figli sono stati chiamati all’ordine del presbiterato. Riflettiamo attentamente a quale ministero saranno elevati nella Chiesa. Come voi ben sapete il Signore Gesù è il solo Sommo Sacerdote del Nuovo Testamento, ma in Lui anche tutto il popolo santo di Dio è stato costituito popolo sacerdotale. Nondimeno, tra tutti i suoi discepoli, il Signore Gesù vuole sceglierne alcuni in particolare, perché esercitando pubblicamente nella Chiesa in suo nome l’officio sacerdotale a favore di tutti gli uomini, continuassero la sua personale missione di maestro, sacerdote e pastore. Come, infatti, per questo Egli era stato inviato dal Padre, così Egli inviò a sua volta nel mondo prima gli Apostoli e poi i Vescovi e i loro successori, ai quali infine furono dati come collaboratori i presbiteri, che, ad essi uniti nel ministero sacerdotale, sono chiamati al servizio del Popolo di Dio. Dopo matura riflessione e preghiera, ora stiamo per elevare all’ordine dei presbiteri questi nostri fratelli, perché al servizio di Cristo, Maestro, Sacerdote, Pastore, cooperino ad edificare il Corpo di Cristo che è la Chiesa in Popolo di Dio e Tempio santo dello Spirito Santo. Essi saranno infatti configurati a Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote, ossia saranno consacrati come veri sacerdoti del Nuovo Testamento, e a questo titolo, che li unisce nel sacerdozio al loro Vescovo, saranno predicatori del Vangelo, Pastori del Popolo di Dio, e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del sacrificio del Signore. Quanto a voi, fratelli e figli direttissimi, che state per essere promossi all’ordine del presbiterato, considerate che esercitando il ministero della Sacra Dottrina sarete partecipi della missione di Cristo, unico Maestro. Dispensate a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia. Ricordate le vostre mamme, le vostre nonne, i vostri catechisti, che vi hanno dato la Parola di Dio, la fede... il dono della fede! Vi hanno trasmesso questo dono della fede. Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato. Ricordate anche che la Parola di Dio non è proprietà vostra: è Parola di Dio. E la Chiesa è la custode della Parola di Dio. Sia dunque nutrimento al Popolo di Dio la vostra dottrina, gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita, perché con la parola e l’esempio edifichiate la casa di Dio, che è la Chiesa.