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Cronaca

SENTENZA SCAZZI/ Nel cercare la giustizia non dimentichiamoci di mendicare la verità

Sabrina e la madre, foto InfoPhotoSabrina e la madre, foto InfoPhoto

Per il caso Scazzi siamo al primo grado di giudizio, che è stato di complessa soluzione. Ci saranno ribaltamenti di appello o alla fine in Cassazione? La vicenda giudiziaria di Alberto Stasi ci mostra che tutto è possibile, perché i giudici sono persone e possono sbagliare, sono condizionabili, dal "si dice", dalle loro opinioni, da pressioni esterne, dalle loro stesse erronee conclusioni. Anche se la politica li ha strumentalmente eletti a detentori della verità e moralità, anche se ne ha fatto figure di riferimento ingiudicabili in sé, per la loro stessa funzione. La giustizia degli uomini non può mai essere del tutto giusta. Può avvicinarsi alla giustizia, può cercarla, consapevole dei propri limiti, aperta a ricredersi e rivedere i suoi passi. Deve sapere che può essere fallace. E noi spettatori, troppe volte tifosi, voyeurs della cronaca più nera e perturbante dovremmo rispettarli e sostenerli per questo, perché ci ricordano, ad ogni seduta di tribunale, ad ogni giudizio la nostra condizione di uomini: mendicanti di verità, combattenti di una verità che no possiamo possedere, non è in noi, non è da noi.

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