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IL CASO/ La strage dietro la "famiglia felice" è l'oscurità che ci interroga ogni giorno

Pubblicazione:lunedì 22 aprile 2013

Alessia Olimpo insieme alla figlia (Leggo.it) Alessia Olimpo insieme alla figlia (Leggo.it)

E poi ci sarebbe stata bene anche senza quella mamma che l’aveva già favorita nel concederle di venire al mondo e che solo per questo sarebbe stata da onorare. Avrebbe trovato altri adulti che si sarebbero presi cura di lei, che lei avrebbe imparato ad amare per il bene che da loro sarebbe arrivato. E lei stessa, una volta grande avrebbe potuto diventare madre, raccontando ai suoi figli che i bambini sono forti, che ce la fanno anche quando la situazione è difficile. Come quelli delle favole che la fanno in barba agli orchi e alle streghe.

A noi che restiamo attoniti e un po’ sgomenti, resta da constatare come gli atti, anche i più inaccettabili e incomprensibili, siano sempre mossi dal pensiero. Il bivio è fra un pensiero che coltiva il rapporto, che favorisce l’altro come qualcuno da cui ricevere e sul cui lavoro si innesta il proprio per un profitto sì individuale, ma al contempo reciproco e un pensiero che cancella l’altro, che non lo vede più, che lo considera un oggetto da fare o disfare.

A noi resta la coltivazione quotidiana del pensiero più benefico. Quel pensiero che fa societas e rende il mondo un luogo bello da abitare.



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