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PANNELLA/ L'attacco a Grillo: hai già ucciso, non farlo anche con gli italiani

Pubblicazione:martedì 23 aprile 2013

Marco Pannella Marco Pannella

Marco Pannella, dalle frequenze di Radio Radicale, sferra un duro attacco al leader del Movimento 5 Stelle: “Beppe stai attento perché io non voglio che tu te ne vada, che tu muoia, perché questa volta non è detto che muoiano solo coloro che tu per incoscienza hai ucciso e per cui sei stato condannato”, ha sentenziato Pannella, concludendo il suo discorso con un appello: “Te ne prego niente tragedie anche per te questa volta e non solo per chi ti ha seguito in un momento di follia. Ascoltami Beppe, non hai voluto parlarmi, non vuoi dialoghi e vuoi continuare il monologo che nega il dialogo innanzitutto con coloro che ti amano e che tu stesso ami”. L'evidente riferimento del leader radicale, che imputa al comico genovese di essere stato causa della morte, “per incoscienza” di alcune persone, è all'incidente avvenuto il 7 dicembre del 1981 a Limone Piemonte. L'allora 33enne Grillo, alla guida di un fuoristrada sul quale viaggiava con quattro compaesani, perse il controllo del mezzo a causa di un lastrone di ghiaccio che scivolò in un crepaccio di ottanta metri di profondità. Il comico si salvò gettandosi dall'abitacolo prima che l'auto precipitasse, ma nella caduta persero la vita tre dei passeggeri: i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle, rispettivamente di 45 e 33 anni, e il loro figlio Francesco di 9 anni. Grillo fu ricoverato in stato di shock e il quarto passeggero se la cavò con una lunga degenza. Per l'incidente, Grillo fu condannato per omicidio colposo plurimo, per non aver fatto scendere dall'automezzo gli amici prima di affrontare il tratto di strada più pericoloso, e il triste episodio gli è stato in più occasioni rinfacciato. Solo qualche giorno fa, in modo decisamente meno pacato, era stato Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”, a scagliarsi contro Grillo con toni ancora più forti: “Quell’imbecille di Grillo ha già tre morti sulla coscienza, uno era una bambino. Stia attento a non provocarne altri in piazza”.



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