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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 25 aprile, si festeggia San Marco Evangelista, patrono di Venezia

Il 25 aprile si celebra San Marco Evangelista, discepolo dell'apostolo Paolo, e in seguito di Pietro ed è tradizionalmente ritenuto l'autore del vangelo secondo Marco

San Marco Evangelista San Marco Evangelista

Il santo che viene celebrato il 25 Aprile è San Marco evangelista. San Marco nacque da una famiglia benestante ebrea e visse in Palestina durante il I secolo d.c. In seguito alla depredazione dei beni della sua famiglia, si rifugiò con essa a Gerusalemme. Qui entrò a contatto con i seguaci di Gesù e probabilmente assistette alla cattura dello stesso Gesù. Fu prima seguace dell'apostolo Paolo e in seguito dell'apostolo Pietro che lo nominò suo figlio. La tradizione vuole che sia stato lo stesso Pietro a battezzarlo. Il suo nome ebreo era Giovanni. A lui viene attribuita la scrittura del vangelo secondo Marco (diviso in 16 capitoli). Nei dipinti viene ritratto mentre scrive, con spesso a fianco un leone alato o egli stesso rappresentato da un leone che ha nelle sue fauci il vangelo. Secondo una tradizione veneziana, un angelo, rappresentato da un leone alato, si manifestò al Santo predicendogli che i suoi resti sarebbero stati riposti e venerati a Venezia. Non a caso, il leone alato, è raffigurato sullo stemma veneziano. Altre fonti dicono che il simbolo gli è attribuito perché il suo vangelo inizia parlando di San Giovanni Battista, che per annunciare la venuta del Salvatore, nel deserto, elevava la sua voce come un ruggito.

Le notizie sulla sua vita e sul suo operato sono trascritte nel Nuovo Testamento. Sappiamo che gli apostoli si riunivano in preghiera a casa della madre Maria e del padre Paolo, a Gerusalemme. La sua funzione di seguace e di predicatore lo portò a viaggiare molto. Per convertire e predicare andò con gli apostoli Paolo e Barnaba nell'antica ricca città di Antioca (Turchia) e poi sull'isola di Cipro, città molto ricche e abitate da molti. Da qui lascia l'apostolo Paolo e tornò a Gerusalemme dove incontrò l'apostolo Pietro a un seminario. Ritornato a Cipro, Paolo lo rivuole con sé, ma Marco rifiuta. Barnaba, suo cugino, lo segue. Con l'apostolo Pietro parte alla volta di Roma come seguace, aiutante e traduttore. A testimonianza della sua permanenza a Roma, insieme all'apostolo Pietro, fu eretta una basilica dedicata al suo culto. A Roma, la sua predicazione era rivolta agli ebrei, ai pagani e alle militanze di Cesare. Probabilmente è a Roma che ha scritto il vangelo su richiesta dei cristiani. Pietro decise che il libro sacro andasse essere distribuito in tutte le chiese in modo che la predicazione non andasse perduta. Da qui Pietro lo manda in Egitto ad Aquilea per predicare con il vangelo. Anche ad Aquileia riesce a convertire molti ebrei, pagani e seguaci di altre religioni. Qui conosce Ermagora che in seguito sarà suo successore ad Aquileia. Insieme ad Ermagora intraprende il viaggio di ritorno a Roma. Attraversando con una barca la laguna dell'odierna Venezia si imbatterono in una tempesta che li costrinse ad attraccare su una piccola isola. Qui Marco ebbe la visione di un angelo che gli predisse che lì sarebbe sorta la città dove il suo corpo avrebbe trovato finalmente riposo dopo le fatiche della predicazione. Arrivati a Roma, Pietro nomina Ermagora vescovo di Aquileia.

Le scritture agiografiche parlano di un'altra visione di San Marco dove lo stesso Gesù gli chiede di partire per l'Egitto per predicare la sua parola. Marco arriva nella città di Cirene dove converte una notevole moltitudine di persone al cristianesimo compiendo miracoli. Marco poi si reca in Egitto, ad Alessandria, città molto fiorente dell'antichità, per predicare la parola di Cristo. Riuscendo a convertire al cristianesimo una quantità considerevole di persone iniziò a essere mal visto dalle autorità pagane persecutrici che lo costrinsero a rifugiarsi a Cirene per sfuggire all'arresto e all'uccisione.