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PAPA/ Brunelli: sui divorziati il Vaticano si ispiri agli Ortodossi

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Se la Chiesa non può cambiare la disciplina per quanto riguarda i sacramenti, c’è un ascolto e una condivisione nei confronti di queste famiglie. Ratzinger non ha mai pronunciato parole di condanna e di anatema nei riguardi dei divorziati risposati.

 

Che cosa ci si può aspettare ora da Papa Francesco?

Su questa linea ci si può forse aspettare da Papa Bergoglio un passo in avanti come ricerca di una soluzione. Posso immaginare che uno spunto potrebbe offrirlo la disciplina della Chiesa ortodossa, che celebra seconde nozze in certi limiti e a certe condizioni. Potrebbe essere una soluzione, anche perché si tratta di una prassi secolare. Nel Concilio di Firenze del 1431-1439 si tentò una riunificazione tra Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa che poi fallì. Il fatto che la Chiesa ortodossa, all’interno di certi limiti e di determinate condizioni, contemplasse la possibilità delle seconde nozze non costituì un motivo grave di impedimento alla riunificazione tra le due Chiese.

 

Quale valore può avere oggi il dibattito in un Concilio del ‘400?

Se già allora la posizione della Chiesa ortodossa sulle seconde nozze non era considerata un’obiezione grave dalla Chiesa cattolica, ciò può far pensare che questa ipotesi possa essere ancora ripresa in considerazione e diventare fonte di ispirazione per la ricerca di una soluzione anche da parte del Vaticano. Ciò non deve voler dire una rinuncia ai principi fondamentali, e in particolare all’indissolubilità del matrimonio. La Chiesa ortodossa parla letteralmente di “morte del matrimonio”, in certe condizioni e con molti limiti. La Chiesa cattolica nella sua magnanimità è come una madre che allarga le braccia per accogliere il maggior numero di figli e non condannare nessuno, e potrebbe quindi “inventarsi” una soluzione nuova.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
30/04/2013 - Lo Spirito Santo (luisella martin)

Mi hanno insegnato che i ministri del Sacramento del matrimonio sono gli sposi. Se uno di loro mente sulle intenzioni del cuore, mentre si celebra il matrimonio e se lo fa ogni giorno della sua vita coniugale, l'altro coniuge non può far altro che soffrire. Le menzogne vengono a galla, solo quando conviene al bugiardo, spesso quando é scoperto un adulterio. Dunque per sposarsi é necessario avere un buon avvocato, come si fa in America con i patti prematrimoniali? Oppure la Chiesa ci invita ad assumere un investigatore, già dal primo giorno? Io credo che sia proprio la natura sacramentale del matrimonio a dover essere tutelata e, con essa,il coniuge sinceramente (e non falsamente)cristiano. Inutile assumere le scelte ortodosse, per quanto buone; io credo che sia l'ora in cui la Chiesa esamini e valorizzi il Sacramento del matrimonio, senza punirne i ministri.

 
26/04/2013 - La Misericordia della Chiesa (claudia mazzola)

Mia cognata è divorziata, non risposata. A messa fa la comunione, questo solo dopo aver chiesto il permesso al Vescovo che glielo ha concesso.