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IL GIALLO/ Priore: le carte di Dalla Chiesa sono al centro di una "guerra" di mafia

Pubblicazione:lunedì 29 aprile 2013

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (Immagine d'archivio) Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (Immagine d'archivio)

E così, anche la famosa valigetta di pelle marrone del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa è vuota: ritrovata nel bunker dei corpi di reato del Palazzo di Giustizia di Palermo qualche giorno fa dagli inquirenti, nella borsa del prefetto assassinato il 3 settembre 1982 non c’era niente di niente. Eppure, stando al verbale del sopralluogo della squadra mobile intervenuta subito dopo l’omicidio in cui persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo, nella valigetta e nella macchina dovevano esserci diversi documenti, mentre in quello di trasferimento dei reperti dalla polizia alla Procura della Repubblica di queste carte non si fa alcun cenno. In breve: non poteva che trattarsi di documenti interessanti. Ne parliamo con il giudice Rosario Priore, che ha indagato su numerosi casi, a partire dalla strage di Ustica, Brigate Rosse e mafia.

Giudice Priore, anche la valigetta di pelle marrone del generale Dalla Chiesa è vuota: che idea si è fatto?
È molto strano. Di norma gli archivi dei palazzi di giustizia sono sempre pieni di carte, e non è difficile che alcune vadano perse. Ma non è raro che siano fatte sparire ad arte. A me, ad esempio, è capitato nelle indagini relative alla strage di Piazza Fontana: dopo il blitz nel covo di Robbiano di Mediglia, in Piemonte, vennero ritrovati tantissimi documenti che, ne sono certo, avrebbero dato una svolta alle indagini o, almeno, ci avrebbero permesso di saperne di più sulle Brigate Rosse. Dico “avrebbero” perché molti sono andati persi, e non certo per caso. Non escludo, dunque, che anche nel caso della borsa di Dalla Chiesa possa essere andata così, anche se ne sappiamo ancora poco, e le indagini sono ancora in corso.

Che tipo di documenti poteva contenere quella valigetta?
A mio avviso, poteva trattarsi di carte non ufficiali ma riservate. I documenti ufficiali, infatti, sono rintracciabili negli archivi e nei luoghi pubblici, visto che si copiano proprio per ragioni di sicurezza. Probabilmente carte con nomi, o informazioni, o appunti. Questioni delicate quindi.

Chi erano i nemici di Dalla Chiesa? Quali segreti ha portato con sé?
Il generale aveva indagato sulla criminalità nelle varie forme: dalla Brigate Rosse al caso Peci, dal superclan ai rifugiati all’estero, passando per la mafia e la criminalità organizzata. Aveva, dunque, tanti nemici.

Per l’ennesima volta, si viene a scoprire un particolare importante – in questo caso il ritrovamento della valigetta – da una fonte anonima: i pm palermitani, infatti, sono stati “avvisati” da un’informativa ricevuta lo scorso mese di settembre. Cosa le suggerisce questo particolare?


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