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Cronaca

MAFIA/ Vito Nicastri: maxi sequestro della Dia per il "re dell'eolico"

E il più ingente sequestro di beni mai messo in atto in Italia dalle autorità: un totale di un miliardo e trecento milioni di euro. E' il caso di Vito Nicastri sospettato di attività mafiosa

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Si tratta del più grande sequestro mai messo a segno da parte degli organi dello stato nei confronti di una singola persona. La Dia, direzione investigativa anti mafia, ha infatti disposto un maxi sequestro pari a un miliardo e trecento milioni di euro nei confronti di Vito Nicastri, imprenditore siciliano specializzato nell'industria ambientale, soprannominato "il re dell'eolico". Nel dettaglio, si è provveduto ad agire contro ben 43 società e partecipazioni societarie del settore dell'energia alternativa, 98 immobili di cui ville e palazzi, terreni, sette autovetture, motociclette, imbarcazioni e infine 66 "disponibilità finanziarie" e cioè conti correnti, depositi titoli, fondi di investimento. Tutto questo perché sulle attività imprenditoriali di Nicastri c'è il sospetto della presenza mafiosa, in particolare quella di Matteo Messina Denaro considerato il numero uno di Cosa nostra ancora in libertà. Tutta l'attività e la vita professionale di Nicastri è stata seguita, analizzata e studiata dagli inquirenti: un semplice elettricista assunto ai vertici di un piccolo impero economico. L'accusa è che ciò sia stato reso possibile grazie agli appoggi mafiosi. Tra l'altro i beni posseduti dal Nicastri non corrispondono alle sue dichiarazioni dei redditi che invece denunciano cifre molto più modeste. Di fatto, Nicastri, secondo le accuse, sarebbe solo un prestanome per conto di Messina Denaro, il boss mafioso, che attraverso di lui avrebbe messo le mani su un impero economico dedicato all'energia alternativa.

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